23 maggio salvini non dividiamoci sulla mafia sbarcata nave legalità

23 maggio, sbarcata la nave della legalità: la festosa invasione dei giovani

Palermo ricorda il sacrificio di Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo e della sua scorta. Come sempre sarà una giornata intensa dal punto di vista emotivo, con le numerose celebrazioni in vari punti della città, dall’Aula bunker a piazza Magione, da via d’Amelio a via Notarbartolo.

Purtroppo nemmeno quest’anno la ricorrenza è esente da polemiche di carattere politico, probabilmente anche influenzate dalla imminente consultazione elettorale per le Europee. Ieri il presidente della Regione Musumeci e il presidente della Commissione Antimafia Fava hanno annunciato la loro assenza in aula bunker, anche se con motivazioni diverse.

Oggi uno dei bersagli preferiti di una parte della politica siciliana, il ministro dell’interno Matteo Salvini, presente a Palermo per le celebrazioni, dà una risposta diplomatica ma secca, probabilmente la prima di una lunga serie, a Radio Anch’io. “Chi si divide sulla lotta alla mafia sbaglia, chi usa una giornata di memoria e di futuro per fare la sua piccola battaglia politica sbaglia e fa un torto a Falcone. Io faccio il ministro dell’Interno e con tutto il rispetto per il signor Fava, noi la mafia la combattiamo assumendo poliziotti, confiscando beni e riconsegnandoli ai cittadini”.

Intanto stamattina, puntuale, al grido di “noi la mafia non la vogliamo” e scandendo i nomi di “Giovanni e Paolo”, è sbarcata al porto di Palermo la nave con 1.500 studenti a bordo. Ad attenderli, Maria Falcone, presidente dell’associazione Giovanni Falcone e il sindaco di Palermo Leoluca Orlando. La città di Palermo, già dall’alba, è attraversata da migliaia di giovani delle scuole che daranno il loro contributo – forse il più importante e soprattutto il più spontaneo – a dire no alla mafia.

Ieri sera si è svolto sulla nave il dibattito sul tema della legalità al quale hanno preso parte i ragazzi. Il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, ha voluto ribadire come sia importante vedere tutti questi studenti “che non hanno paura” e lottano “perché sono puri” per la legalità e contro tutte le mafie. Per il procuratore nazionale Antimafia, Federico Cafiero de Raho, “le mafie devono essere combattute non solo con la repressione, ma tutti si devono attivare per impedire che esse entri nei flussi dove circola il denaro. Perché – ha specificato – le mafie stanno cambiando pelle, non sparano più ma sono infiltrate negli affari”. Il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, ha poi sottolineato che “l’Italia ha un passato pieno di ferite ancora aperte. La grandezza è prendere quella storia fare delle leggi che siano le migliori al mondo. Questa è la direzione verso cui stiamo andando”.

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