Beppe - Alfano

26 anni fa l’omicidio di Beppe Alfano, “giornalista ‘scomodo’ che non faceva sconti a nessuno”

L’8 gennaio del 1993, a Barcellona di Pozzo Gotto, Messina, venne assassinato dalla mafia il giornalista Beppe Alfano. Ancora oggi, a distanza di 26 anni, il processo non si è ancora concluso: c’è stata la condanna del boss locale Giuseppe Gullotti per avere organizzato l’assassinio ma sono ancora ignoti i mandanti e le circostanze che provocarono l’ordine di morte nei confronti del giornalista.

“Beppe Alfano, al quale mi legava una sincera amicizia e un sodalizio politico – ha affermato il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci – era un giornalista ‘scomodo’ che non faceva sconti a nessuno. Una scelta, quella di volere fornire un’informazione libera e democratica, che ha pagato con la vita. Giornate come quelle di oggi servono per riflettere e sensibilizzare ancora di più l’opinione pubblica sull’importanza e sul ruolo fondamentale della stampa, ma anche per ricordare l’impegno di chi ha sacrificato la propria vita per questo modello di giornalismo”.

Per il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, “Beppe Alfano pagò con la morte la sua scelta di essere ‘motore’ di un giornalismo libero e controcorrente, in un contesto allora troppo spesso acquiescente con il potere mafioso e massonico. Anche per questo oggi ne ricordiamo l’impegno e lo ricordiamo come modello di giornalismo fuori dagli schemi”.

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