grimaldi presenta il delitto mattarella

39 anni fa l’omicidio di Piersanti Mattarella, il ricordo delle istituzioni e della politica

Oggi, 6 gennaio, si ricorda la figura di Piersanti Mattarella, ucciso a Palermo durante il mandato di Presidente della Regione Siciliana. Fu il volto del cambiamento in un momento storico in cui esserlo era una sfida coraggiosa e rischiosa: “Bisogna intervenire, per eliminare quanto a livello pubblico, anche attraverso intermediazioni e parassitismi, ha fatto e fa proliferare la mafia”, disse un giorno.

Ecco il ricordo di istituzioni e politici:

NELLO MUSUMECI (PRESIDENTE REGIONE SICILIANA): “Mattarella credeva profondamente nella capacità di riscatto della Sicilia: un’isola libera da condizionamenti mafiosi e fiera per la propria millenaria storia. Per farlo, con una visione innovativa e moderna per quei tempi, aveva messo al centro della sua azione politica una gestione della cosa pubblica oculata e trasparente. Ecco perché il 6 gennaio di ogni anno non può essere solo una viltà di calendario, ma deve rappresentare la testimonianza di un impegno che è soprattutto un esempio da seguire”.

ELISABETTA CASELLATI (PRESIDENTE DEL SENATO): “Trentanove anni fa, la mano assassina di Cosa Nostra colpiva a morte Piersanti Mattarella. Un uomo con la schiena dritta, che ha pagato con la vita il coraggio di sfidare la mafia semplicemente per seguire la propria coscienza di persona onesta. Nella politica, nelle istituzioni, come nella società civile, il nostro Paese ha pià che mai bisogno di persone perbene che lottino per una società più giusta, più sicura, più libera, senza nascondersi e rifuggendo dall’indifferenza e dall’egoismo. Anche a distanza di decenni, Piersanti Mattarella, in questo senso, resta un esempio tragicamente illuminante”. Così il presidente del Senato, Elisabetta Casellati, ricordando il presidente della Regione Siciliana assassinato in Sicilia da Cosa Nostra il 6 gennaio del 1980.

PIETRO GRASSO (LIBERI UGUALI): “Piersanti Mattarella, il Presidente della Regione Sicilia, venne ucciso brutalmente davanti ai suoi familiari il 6 gennaio 1980. Voleva la nostra terra ‘con le carte in regola’ e lavorò per rompere le collusioni tra politica e mafia, ma quell’omicidio fu chiaramente un modo per impedire questo rinnovamento politico e culturale. L’antimafia di Piersanti Mattarella era nei fatti: nel lavoro onesto, negli appalti trasparenti, nell’esclusione delle clientele. Un esempio per tutti noi ancora oggi. Per questo, a distanza di 39 anni da quel giorno, siamo chiamati a far conoscere a tutti la sua storia, soprattutto ai più giovani. Il suo esempio di onestà non deve essere perduto. Ne abbiamo tanto bisogno”. Così Pietro Grasso, senatore di Liberi e Uguali, in un post su Facebook.

GIUSI BARTOLOZZI (FORZA ITALIA): “Oggi ricorre il trentanovesimo anniversario dell’assassinio per mano mafiosa del Presidente Piersanti Mattarella, uomo della Istituzioni che avvio’ le riforme e la moralizzazione del sistema politico in Sicilia”, lo afferma Giusi Bartolozzi, deputato di FI e componente della Commissione bicamerale Antimafia. “Nella società a diversi livelli, nella classe dirigente non solo politica, ma pure economica e finanziaria, si affermano comportamenti individuali e collettivi che favoriscono la mafia. Bisogna intervenire per eliminare quanto a livello pubblico, attraverso intermediazioni e parassitismi, ha fatto e fa proliferare la mafia. Pure è necessario risvegliare doveri individuali e comportamenti dei singoli che finiscono con il consentire il formarsi di un’area dove il fenomeno ha potuto, dico storicamente, allignare e prosperare: queste le parole profferite dal Presidente Mattarella nell’ultima intervista pubblicata il giorno della sua uccisione. L’insegnamento, con rinnovata energia, divenga patrimonio di tutte le forze politiche”, così conclude la deputata nissena.

DAVIDE FARAONE (SEGRETARIO REGIONALE PD): “Il 6 gennaio 1980 la mafia assassinava il presidente della Regione siciliana, Piersanti Mattarella. Per la mia generazione le sue idee restano un esempio da seguire”.

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