76 anni fa l’Operazione Husky: negli USA il ricordo è ancora forte anche senza i veterani

Ieri, in molte città degli Stati Uniti d’America, si è celebrato il 76° anniversario dell’invasione alleata della Sicilia, passata alla storia con il nome di Operazione Husky. Tuttavia, molti giornali statunitensi hanno sottolineato una conseguenza inarrestabile del tempo che scorre: l’assenza dei veterani della Seconda Guerra Mondiale.

Terry Honor, un colonnello in pensione, come riportato su Quintenews.com, ha spiegato che le celebrazioni erano inizialmente organizzate per onorare chi c’era quel giorno, oggi però è diverso” ma “questo evento continuerà ad esserci perché segna un evento storico significativo”.

L’Operazione Husky cominciò il 10 luglio 1943 con lo sbarco a Pachino. Da lì presero il via molte battaglie che permisero alle truppe degli alleati di attraversare la Sicilia, l’Italia e giungere fino all’Europa nord – occidentale.

Un altro militare in pensione, il maggiore Roy van den Bergh, ha raccontato che ormai sono davvero pochi i veterani della seconda guerra mondiale ancora vivi negli USA che fecero parte delle unità che combatterono nell’Isola (The Hastings and Prince Edward Regiment, The Royal Canadian Regiment e il 48th Highlanders of Canada). In Canada, poi, ce ne dovrebbero essere circa una dozzina.

Nonostante ciò, negli Stati Uniti è il personale militare più giovane che adesso si occupa di commemorare quegli eroi che liberarono la Sicilia, spesso colpevolmente dimenticati in Italia, finanche nei 25 aprile… ma molto probabilmente non ci sarebbe stata alcuna liberazione senza il sacrificio di soldati nati nell’altra parte dell’Oceano e morti a migliaia di chilometri di distanza da casa.

Categorie
attualità
Facebook

CORRELATI