9 maggio: il giudice Livatino beato nel giorno del ricordo di Peppino Impastato

É certamente un 9 maggio particolare: 43 anni fa Peppino Impastato veniva assassinato dalla mafia a Cinisi, ma oggi il suo messaggio e il ricordo della sua lotta contro “cosa nostra” si legano ad un’altra vittima della criminalità organizzata in Sicilia. Oggi il giudice “ragazzino”, Rosario Livatino (assassinato ad Agrigento il 21 settembre del 1990) è stato proclamato beato: la ricorrenza è fissata per il 29 ottobre

Papa Francesco al Regina Caeli ha detto: “Non si è lasciato mai corrompere. Si è sforzato di giudicare non per condannare ma per redimere. Il suo lavoro lo poneva sempre sotto la tutela di Dio, per questo è diventato testimone del Vangelo”.

La data della beatificazione non è casuale: proprio la ricorrenza della morte di Peppino Impastato venne scelta nel 1993 da Papa Giovanni Paolo II, per uno storico intervento dalla Valle dei Templi di Agrigento, aveva definito Livatino “un martire della giustizia e indirettamente della fede”, lanciando poi il celebre monito alla mafia: “Convertitevi! Una volta arriverà il giudizio di Dio!”).

Oggi viene ufficialmente sancita la sua beatificazione, riconoscendo il martirio “in odium fidei” (in odio alla fede). Le testimonianze sottolineano come i mandati del delitto sapevano quanto Livatino fosse retto, giusto e attaccato alla fede e che per questo motivo era certo che non poteva essere un interlocutore della criminalità. Andava ucciso.

Livatino sarà il primo giudice proclamato beato. La cerimonia di beatificazione si è svolta oggi nella cattedrale di san Gerlando ad Agrigento, in un rito iniziato alle ore 10, presieduto dal cardinale Marcello Semeraro, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi.

VACCINI: SICILIA ANCORA ULTIMA PER DOSI SOMMINISTRATE

INCIDENTE STRADALE: MUORE UN CARABINIERE DI 25 ANNI

COVID, MUSUMECI SI VACCINA CON ASTRAZENECA

COVID IN SICILIA, I DATI DELL’8 MAGGIO

 

Categorie
attualità
Facebook

CORRELATI