“A che ora è avvenuto il contagio?” Quelle strane domande poste dall’Inail…

I presidenti dei comitati consultivi provinciali Inail Paola Di Gregorio (Siracusa), Carmelo Garufi (Messina), Katia Maniglia (Caltanissetta); Michelangelo Ingrassia (Palermo), Roberto Prestigiacomo (Catania) segnalano alcuni particolari ritenuti anomali nella presentazione delle denunce di infortunio per contagio da coronavirus.

“Le denunce corrono il rischio di non essere riconosciute per alcuni formalismi che, se sono necessari in una situazione ordinaria, risultano decisamente eccessivi e incoerenti con l’emergenza pandemica in corso. Chiediamo che l’Inail modifichi subito la circolare 13 del 3 aprile 2020 disponendo che per i casi di contagio, gli assistiti siano esonerati dal presentare il certificato d’infortunio essendo sufficiente quello di malattia Inps. Ribadiamo inoltre la necessità di estendere a tutte le categorie di lavoratori assistite dall’Inail, compresi casalinghi e casalinghe, la presunzione semplice di origine professionale del contagio da coronavirus”.

L’Istituto, chiederebbe, tra l’altro, una certificazione con l’ora del contagio. “Riteniamo necessario ricordare – aggiungono – che la ‘I’ di Inail sta per Istituto e non per impresa e che l’Istituto ha un dovere sociale da assolvere di natura costituzionale e non meramente burocratico”.

Secondo i primi casi accertati, i lavoratori sanitari contagiati: medici, infermieri, pulizieri, hanno ricevuto dall’Inail una lettera con la quale si comunicava che il certificato medico di malattia Inps non poteva essere preso in considerazione in quanto privo di alcune informazioni previste dal T. U. n. 1124/1965 all’art. 53 e dunque andava integrato dal certificato d’infortunio rilasciato dal medico certificatore. Tra le informazioni richieste dal Certificato d’infortunio vi è l’orario, la causa e la sede anatomica della lesione dell’incidente. “È del tutto evidente che qualunque lavoratore contagiato non è in grado di rispondere a tali domande né alcun medico certificatore può attestare tali risposte. I lavoratori non possono stabilire a che ora siano stati contagiati”.

Categorie
attualità
Facebook

CORRELATI