Abuso d’ufficio, la Procura chiede il rinvio a giudizio per due sindaci di Niscemi

Abuso d’ufficio e rifiuto di atti d’ufficio: sono questi i reati contestati per i quali la Procura di Gela ha chiesto il rinvio a giudizio di due sindaci di Niscemi, Francesco La Rosa e Massimiliano Valentino Conti, quest’ultimo attualmente in carica, di molti componenti delle loro giunte e di alcuni funzionari comunali.

Nel periodo compreso tra il 2014 e il 2016, secondo l’accusa, sarebbe stato “assegnato in modo arbitrario e senza alcuna valutazione dei titoli” l’incarico di patrocinio legale del Comune che Conti, eletto nel 2017, non avrebbe modificato. Nel servizio per la gestione dei rifiuti, gli indagati avrebbero aumentato illegalmente e senza coinvolgere la Srr i compensi originariamente previsti da contratto, procurando un vantaggio alla ditta appaltatrice Tekra srl e un danno al comune.

Quindici imprenditori devono inoltre rispondere di turbata libertà degli incanti perché “mediante mezzi fraudolenti” – secondo i pm – avrebbero turbato le gare d’appalto di numerosi lavori indette dal Comune di Niscemi partecipando con offerte apparentemente autonome ma in realtà frutto di accordo in quanto facenti parte di uno stesso “cartello” che era l’unico vero centro decisionale.

Infine, è stato emesso avviso di conclusione indagine con richiesta di rinvio a giudizio per numerosi assessori dei due sindaci perché “tramite delibere con motivazioni generiche” avrebbero procurato un ingiusto vantaggio ai proprietari di immobili abusivi (non demoliti) che sarebbero rimasti ad abitarvi “senza il pagamento di alcun canone”.

Le indagini preliminari dell’inchiesta hanno tratto origine dall’acquisizione degli accertamenti di una commissione prefettizia avviati presso il Comune di Niscemi nel febbraio del 2018.

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