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Acqua a Palermo, rientro dei parametri alla diga Poma: si valuta lo stop alla turnazione

I parametri di torbidità dell’acqua della diga Poma sono rientrati nella normalità ed è tornato in funzione il potabilizzatore. L’Amap, quindi, durante un tavolo tecnico è stato convocato dal prefetto di Palermo, Giuseppe Forlani, per affrontare i problemi legati all’attuale situazione di crisi idrica, ha comunicato che “entro 24-36 ore l’acquedotto dovrebbe tornare in pressione. Nella giornata di domani (giorno 20 novembre) si valuterà l’eventuale interruzione della turnazione con l’erogazione continua a tutti i comuni e quartieri interessati“.

“Ulteriore nota positiva – prosegue la nota di Amap – è stata comunicata da Enel, che ha informato di poter attivare una fornitura parziale di circa 100 litri d’acqua al secondo da Piana degli Albanesi, pur evidenziando la difficoltà strutturale della centrale di Casuzze a causa della situazione di dissesto idrogeologico che interessa Monte Grifone”.

Rispetto ai problemi strutturali dell’invaso Poma, i tecnici della Regione hanno sottolineato “le difficoltà strutturali e finanziarie collegate all’ipotesi di rimozione del fango dal fondale, che oltre alla torbidità determinano periodicamente problemi di presenza di agenti inquinanti che allungano i processi di potabilizzazione. Sono infatti stimati circa 4 milioni di metri cubi di sedimenti, il cui smaltimento avrebbe un costo di decine di milioni di euro”.

Anche per questo, Amap e Dipartimento regionale per l’acqua e rifiuti hanno convenuto sulla necessità di un approfondimento tecnico e già la prossima settimana i rispettivi tecnici si incontreranno per discutere delle possibili soluzioni di medio-lungo termine. E’ stato inoltre deciso di programmare nei prossimi giorni un intervento di “spurgo” del lago, che permetta di ridurre la quantità di sedimenti sul fondo e limiti quindi le conseguenze negative delle precipitazioni.

In questa ottica, sottolinea la nota, Amap ha comunicato che “dalla prossima settimana sarà operativo presso il potabilizzatore un ‘vascone’ di circa 50.000 metri cubi di acqua da usare in caso di nuove emergenze di breve durata per garantire il funzionamento dell’impianto per circa 24 ore”.

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