Addio ad Andrea Camilleri, è morto a 93 anni il papà del commissario Montalbano

Addio ad Andrea Camilleri, è morto a 93 anni il papà del commissario Montalbano

Andrea Camilleri non ce l’ha fatta. Dopo un lungo ricovero in ospedale lo scrittore – il celebre papà del commissario Montalbano – è morto stamattina. Lo scrittore era ricoverato in gravi condizioni all’ospedale Santo Spirito di Roma da oltre un mese per una grave crisi cardiaca. I medici avevano subito constatato la gravità delle condizioni di Camilleri tenuto “in assistenza ventilatoria meccanica e supporto farmacologico”.

“Le condizioni sempre critiche di questi giorni si sono aggravate nelle ultime ore compromettendo le funzioni vitali – si legge nel bollettino dell’ospedale -. Per volontà del maestro e della famiglia le esequie saranno riservate. Verrà reso noto dove portare un ultimo omaggio”.

Non ci sarà nessun momento pubblico per le esequie di Andrea Camilleri. Per volontà dello scrittore e della sua famiglia non ci sarà camera ardente e il funerale si svolgerà domani in forma privatissima. Solo dopo la sepoltura – a quanto si apprende – sarà reso noto il luogo in cui riposeranno le spoglie dell’autore, in modo da rendere possibile la visita ai tanti che lo hanno amato.

Nel frattempo si moltiplicano di ora in ora i messaggi di cordoglio per ricordare e salutare lo scrittore siciliano, autore della serie di romanzi sul Commissario Montalbano: anche le riprese a Scicli dei tre nuovi episodi della serie tv Rai (ispirata alle sue opere) sono al momento sospese in segno di lutto; tra i più scossi proprio Luca Zingaretti, interprete del commissario Montalbano e in questo giorni impegnato anche alla regia a causa di un’indisposizione dello storico regista Alberto Sironi.

LA BIOGRAFIA

Nato a Porto Empedocle il 6 settembre 1925, figlio unico di Carmelina Fragapane e di Giuseppe Camilleri, cresce e completa il liceo in Sicilia, ottenendo la maturità classica nel 1943 senza esami (da lì a breve sarebbe avvenuto lo sbarco degli americani), ma già dall’anno procedente coltiva i propri interessi e attività nel mondo della cultura.

Lavora inizialmente dal 1942 come regista teatrale e sceneggiatore, ma inizia già a scrivere e pubblicare racconti e poesie; nel 1949 viene ammesso all’Accademia nazionale d’arte drammatica di Roma (diplomato nel 1952), fatto che coincide con il suo trasferimento nella Capitale. Della Accademia di arte drammatica Camilleri diventerà titolare della cattedra di regia per 20 anni dal 1977 al 1997.

Nel 1954 prova per la prima volta ad entrare in Rai, dove poi entrerà nel 1957 (anno del suo matrimonio con Rosetta Dello Siesto) lavorando come delegato alla produzione in molti sceneggiati e curando anche la regia del teleromanzo Lazarillo. Ma è sul finire degli anni Settanta che Camilleri intraprende la propria carriera di scrittore, esordendo nel 1978 con “Il Corso delle Cose”, racconto scritto dieci anni prima e pubblicato gratuitamente.

Risale al 1980, invece, “Un Filo di fumo”, il primo di una serie di racconti della Vigata di fine Ottocento e premiato a Gela; dopo però il flop nel 1984 di “La strage dimenticata” si prende alcuni anni di pausa. Torna a pubblicare nel 1992 e nel 1994 esce nelle librerie “La forma dell’acqua”, il primo romanzo della serie del “commissario Montalbano”.

Camilleri diventa da allora autore di grande successo (con ristampe e decine di migliaia di copie vendute) e un volto noto al grande pubblico, che inizia a dibattere sul suo stile di scrittura e sul suo linguaggio (un particolare commisto di italiano e siciliano); il suo personaggio, il commissario Montalbano, diventerà protagonista di una fortunata trasposizione sulla Rai a partire dai primi anni Duemila. La sua mente, nonostante l’età avanzata, continuerà a sfornare spunti e racconti ancora per tanti anni: racconti che, anche dopo la sua morte, resteranno una traccia indelebile dello scrittore e dell’uomo, Andrea Camilleri.

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