è civino al clan cappello catania confiscato il patrimonio di un detenuto

Agrigento, tre arresti per l’omicidio di un imprenditore assassinato nove anni fa

A distanza di nove anni dall’omicidio, sono scattati tre arresti per l’omicidio dell’imprenditore Pasquale Mangione, assassinato a colpi di pistola nel 2011 in contrada Modaccamo, fra Raffadali e Cianciana, in provincia di Agrigento. L’ordinanza di custodia cautelare è firmata dal gip di Palermo Antonella Consiglio.

In carcere sono finiti Antonino Mangione, 40 anni, di Raffadali, che due anni fa ha collaborato con i poliziotti dando impulso alle indagini, Roberto Lampasona, 43 anni, di Santa Elisabetta e Angelo D’Antona, 35 anni, di Raffadali. Quest’ultimo è stato rintracciato oggi pomeriggio in Germania.

Secondo gli investigatori Mangione sarebbe stato ucciso perché molestava donne sposate. E a commissionare l’omicidio sarebbe stato uno dei figli, dopo che la madre aveva cacciato fuori da casa il marito e dopo che lo stesso avrebbe persino tentato un approccio intimo con una nuora, moglie di un altro figlio.

“Mi chiese se potevo organizzare un omicidio senza dirmi, in un primo momento, chi fosse la vittima. Mi disse solo che il colpo di grazia avrebbe dovuto essere ai testicoli perché fosse a tutti chiaro il movente e che ci sarebbe stato un compenso di 10mila euro”: questa la ricostruzione fatta da Antonino Mangione che ha deciso di collaborare con gli inquirenti.

Antonino Mangione, che non è parente della vittima, decise di parlarne con Lampasona e D’Antona. Il primo, secondo la versione di Antonino Mangione, avrebbe chiesto il permesso a Francesco Fragapane seguendo le regole mafiose. Permesso che arrivò anche perché la vittima non faceva parte di Cosa Nostra. Proprio il boss di Santa Elisabetta Francesco Fragapane, di recente condannato a 20 anni di carcere nell’ambito dell’inchiesta “Montagna”, e uno dei figli della vittima, Francesco Mangione, risultano essere indagati a piede libero.

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