alan kurdi sbarcata una donna incinta

Alan Kurdi, l’invito di Orlando: “Abbiate fiducia nella giustizia, venite in Italia”

La vicenda della Alan Kurdi diventa nuovamente una vicenda soprattutto politica e i protagonisti del duello verbale sono sempre gli stessi. Da un lato l’intransigenza di Matteo Salvini, dall’altro l’apertura umanitaria di Leoluca Orlando. Il sindaco di Palermo ha avuto oggi un colloquio telefonico con il rappresentante della organizzazione umanitaria Sea Eye in Italia al quale ha rivolto un invito ad entrare nelle acque italiane verso uno dei tanti porti sicuri della Sicilia.

“Avete salvato vite – ha detto Orlando – e state onorando il comandamento morale di restare umani di fronte all’indifferenza e alla cultura egoista di tanti governi.” Orlando ha invitato i rappresentanti della ONG ad “aver fiducia nella Costituzione italiana e nella Giustizia italiana a garanzia dei diritti umani e di chi salva vite umane”. “Non attendete i tempi di una diplomazia mossa da interessi elettorali di “bassa Lega” – ha concluso Orlando – perché la vita umana non può essere soggetta né seconda ad interessi di nessuna parte”.

Intanto, la motonave tedesca ‘Alan Kurdi’ della Ong Sea Eye, con a bordo 64 migranti salvati più di una settimana fa al largo di Lampedusa, da 24 ore incrocia lentamente a circa 30 miglia a sud di Malta, al largo delle acque territoriali dell’isola. Da quando l’ex cargo ha cominciato ad allontanarsi da Lampedusa il governo della Valletta non ha ancora ufficialmente preso una decisione se permettere o meno l’attracco ed il comandante si mantiene a distanza, navigando a non più di 5 nodi.

In mattinata si è registrato l’appello della Ong tedesca Sea Eye al governo maltese. “Il tempo sta peggiorando, preghiamo mr Joseph Muscat (il premier, ndr) di aiutare l’Alan Kurdi”, si legge in un tweet dell’organizzazione. “Speriamo che le menti politiche si rasserenino rapidamente per fare ciò che è umano: proteggere la vita umana”.

Invece, la portavoce di Sea Eye, Carlotta Weibl (ospite della giornata conclusiva della conferenza di Mediterranea, al Macro di Roma) ha mostrato una mail con la quale il soccorso marittimo di Roma accusava l’imbarcazione di essere una “minaccia per la pace”: “L’Italia ha raggiunto un accordo sull’evacuazione di due famiglie ma insistendo sulla separazione delle famiglie, l’Italia ha violato il principio di unità familiare”.

Sul tema è intervenuto anche Davide Faraone, segretario regionale del Pd, secondo cui “il fenomeno migratorio è trattato in modo talmente piccolo e da retroguardia da questo governo che il problema non è più soltanto la nave Alan Kurdi ma quello che ci deve preoccupare è la crisi che sta vivendo la Libia. Di fronte alla crisi in Libia e al rischio di immigrazione molto più imponente rispetto ai barconi o alla nave il nostro Paese non può dire quello sì e quello no. Bisogna fare una politica complessiva sulla migrazione che riguarderà migliaia e migliaia di cittadini, quindi il tema è come lo si governa come Europa e non come Italia. Questo governo ci sta isolando, non dialoga più con i paesi nordafricani, non parla più con i governi europei che ci volevano dare una mano cambiando anche il trattato di Dublino. Anzi ci litiga, credo che Salvini sia un problema per la risoluzione del fenomeno migratorio e non la soluzione”.

Polemico invece il commento della deputata nazionale di Fratelli d’Italia, la palermitana Carolina Varchi: “Il sindaco Leoluca Orlando si occupi di Palermo abbandonata a se stessa, dei rifiuti i cui cumuli, sia in centro che in periferia, continuiamo da palermitani a sopportare e del suo malgoverno, invece di atteggiarsi un giorno a ministro dell’Interno e un altro giorno a ministro degli Esteri invitando il rappresentante della organizzazione umanitaria ‘Sea Eye’ a dirigere la nave Alan Kurdi verso ‘uno dei porti sicuri siciliani”.

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