Allarme M5S sui Fondi Fesr: “Pagamenti interrotti”, la replica dell’assessore Falcone

Il deputato regionale del Movimento 5 Stelle Luigi Sunseri, componente della Commissione Bilancio dell’Ars, a proposito dell’allarme interruzione delle somme del programma operativo Fesr 2014-2020, ha affermato: “Il rischio di disimpegno delle somme previste dal Programma operativo Fesr 2014-2020 per la Sicilia è altissimo. Bruxelles non ha sospeso i pagamenti ma li ha interrotti. L’amministrazione regionale metta celermente in moto la macchina amministrativa affinché adotti tutte le soluzioni utili a non perdere le somme, scongiurando l’utilizzo di progetti non coerenti rispetto al programma operativo. La certificazione della spesa è ferma da un anno”.

“Ad oggi – ha sottolineato Sunseri – si parla di interruzione dei pagamenti e non di sospensione, ma il rischio di disimpegno è assolutamente concreto. E’ quindi necessario, come abbiamo già evidenziato, che la Regione metta tutte le proprie energie affinché venga scongiurato il disimpegno. Sarebbe una grandissima sconfitta per la nostra terra. Ad esempio la spesa del nodo ferroviario Palermo – Carini tratta B, va certificata nuovamente anche se in parte, solo dopo cioè che la Regione avrà ripresentato la scheda aggiornata Grande Progetto nell’ambito del FESR”, ha concluso Sunseri.

A Sunseri ha replicato l’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone: “Non stranizza che il M5S tenti di fare allarmismo riguardo la Regione, rilanciando una notizia già chiarita nelle scorse settimane sull’ipotetico disconoscimento di 150 milioni euro dalla certificazione europea riguardo il Programma operativo Fesr 2014-2020”.

“È vero – ha aggiunto Falcone – che la Commissione europea ha comunicato per le vie brevi alcuni rilievi sula spesa per la tratta b del nodo ferroviario di Palermo, ritenuti dalla Regione coerenti per la certificazione europea. Ma non appena arriverà la contestazione formale, il governo Musumeci chiarirà i termini di coerenza del progetto elevato a rendiconto comunitario. Non è la prima volta del resto che la Commissione europea solleva dei rilievi sulla certificazione dei fondi. Come già ribadito nei giorni scorsi, riteniamo però di poter fornire tutte le necessarie giustificazioni utili a fugare ogni dubbio dei rappresentanti europei”.

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