almaviva

Almaviva contact, i sindacati: “No agli esuberi legati alle singole commesse”

Entra nel vivo la vertenza Almaviva contact di Palermo. I sindacati sono in fermento perché l’azienda starebbe valutando un piano esuberi legato alle singole commesse, procedura che i sindacati avrebbero già rispedito al mittente.

“Non hanno più cosa inventarsi, ed è logico che siamo contrari a scelte scellerate – ha affermato Maurizio Rosso, segretario generale Slc-Cgil palermitana – Gli unici criteri per determinare gli esuberi sono l’anzianità e i carichi familiari. Non si capisce perché le eccedenze non vengono calcolate tenendo conto dell’intera forza lavoro in Italia. In questa maniera vorrebbero isolare il sito di Palermo dal resto del Gruppo”.

Le organizzazioni sindacali e i lavoratori stanno incontrando i senatori del Pd Teresa Bellanova e Davide Faraone, mentre il prossimo 31 luglio sarà la volta del tavolo al ministero del Lavoro per esaminare la situazione occupazionale del sito produttivo di Almaviva contact Palermo, dove l’azienda ha preannunciato 1.600 esuberi su 2.800 lavoratori in organico, dopo che Tim e Wind-Tre hanno annunciato il taglio del 70 per cento dei volumi di traffico. “Questa crisi si affronta non con la solidarietà a parole – ha detto Faraone – ma con un piano serio e con il massimo impegno, atteggiamento che in questi ultimi mesi è mancato, sia a livello regionale che a livello nazionale”.

Per la senatrice Bellanova, poi, “su Almaviva il governo ha fatto solo proclami e nessun passo avanti per trovare una soluzione condivisa”. “Oggi siamo qui per ascoltare – ha aggiunto – e a ricordare che il precedente governo aveva avviato un tavolo permanente con azienda, sindacati e ministeri dello Sviluppo economico e del Lavoro. Oggi, di questo tavolo si sono perse le tracce. Che fine ha fatto il nostro provvedimento per ottenere la cassa integrazione per i lavoratori dei call center? Il ministro dello Sviluppo economico Di Maio è andato avanti a forza di proclami contro le delocalizzazioni. Proclami e nessun atto concreto per capire se le aziende esternalizzano i servizi per avere più qualità o per abbattere i costi. Così come la riunione del 31 luglio convocata con i funzionari del ministero del Lavoro servirà solo per prendere tempo e non affrontare il problema esuberi. Non si può più scherzare, in gioco ci sono 1600 posti di lavoro”.

Categorie
economia
Facebook

CORRELATI