Bartolozzi Mancuso

Amministrative a Gela, “scintille” in Forza Italia tra la Bartolozzi e Mancuso

A Gela il ballottaggio di domenica scorsa, 12 maggio, ha decretato il successo di Lucio Greco con il 52,45% dei voti su Giuseppe Spata. Si è trattato, mutuando un termine tanto caro al calcio, di una sorta di ‘derby’. Sì, perché da un lato c’è stato il candidato sostenuto dai miccicheiani di Forza Italia (insieme al Partito Democratico), dall’altro quello appoggiato da altri esponenti forzisti, come l’onorevole Giusi Bartolozzi (insieme alla Lega, a Udc e a Fratelli d’Italia).

Quest’ultima oggi ha inviato alla stampa un lungo commento su quanto accaduto: “Non c’è stato alcun ‘patto del Nazareno in salsa sicula’, quanto piuttosto la deliberata scelta di azzerare il ruolo di Forza Italia Gela, unico partito che sarebbe stato – come è stato nelle sue divisioni imposte – fondamentale traino nella naturale coalizione di centrodestra. Per scelte individualistiche, Forza Italia a Gela non ha presentato, al primo turno, una propria lista né simbolo e questo, è corretto che si sappia, per deliberata scelta dell’attuale coordinatore provinciale in aperta violazione ad un’apposita indicazione data dal Presidente Berlusconi”.

“Nonostante la mia rassegnata disponibilità ad una candidatura promossa da Forza Italia – ha aggiunto la Bartolozzi – al fine di mantenere se non incrementare l’ottimo risultato del 34% raggiunto alle politiche 2018, all’esito delle quali FI è risultato essere il primo partito in città, è prevalsa, ancora una volta, l’ottica spartitoria e nichilista. Risultato? Pur di svilire Forza Italia e, così, far ‘saltare’ la proposta politica unitaria del centrodestra si è preferito uno ‘strano inciucio’ – questo sì – in salsa sicula con la vecchia sinistra locale protagonista sino a poco più di un anno fa della tragicomica esperienza crocettiana. E a smentire coloro i quali solo oggi opportunisticamente rinnegano ‘l’accordo’ celebrando ‘l’esperimento moderato’ bastano i fatti, e primo tra tutti la rinunzia all’utilizzo dei simboli di partito, l’opportunistico riempimento con uomini di diverse estrazioni ideologiche prima ancora che partitiche, e da ultimo il celebrato passaggio di neo eletti consiglieri comunali provenienti dalla lista civica del Sindaco. Quindi stia tranquillo Di Maio: a Gela, come nel resto della Sicilia, nessun patto del Nazareno. Forza Italia gelese è più viva che mai, presente in consiglio comunale e tornerà ad essere protagonista della politica, non solo locale”.

Alla Bartolozzi ha replicato a stretto giro Michele Mancuso, coordinatore di Forza Italia per la provincia di Caltanissetta: “Non comprendo le critiche mosse dalla collega Giusi Bartolozzi in merito alla coalizione politica che ha permesso a Lucio Greco di essere con merito il nuovo sindaco di Gela. Ricordo alla collega che fa parte di Forza Italia, la cui storia è garanzia di specifici valori di libertà, contro ogni forma di populismo o estremismo. A Gela è prevalso il buon senso, frutto di un percorso moderato, condiviso da tutte le componenti della maggioranza appena costituita. Forza Italia a Gela è presente in Giunta e lo sarà con Greco anche in Consiglio comunale. Inoltre, il sottoscritto che è attaccato dalla Collega che è in Forza Italia dalle ultime politiche del 2018, è lo stesso che vota Berlusconi dal 1993, anche quando si è trattato di promuoverla alla Camera dei Deputati”.

“Mi viene da sorridere quando la Bartolozzi parla di aperte violazioni di indicazioni date dal presidente Berlusconi. Sbaglio – ha concluso Mancuso – o insieme al compagno, Gaetano Armao, la coppia è stata partecipe di un incontro organizzato dalla Lega, a supporto del loro candidato sindaco gelese? Penso che tale vicenda, sia lesiva di quei valori liberali indicati dal nostro Presidente. Immagino dunque che quando la Deputata parla di ‘strano inciucio’ voglia distrarre l’attenzione da un fatto gravissimo: il totale disinteresse suo e di suo marito per le sorti di Forza Italia in Sicilia. Se non condividono le linee politiche del partito mi chiedo: cosa impedisce loro di guardare altrove, come già accaduto in campagna elettorale?”.

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