Ance Sicilia ad Anas e governo: “Strada Nord – Sud ferma da 20 anni, vogliamo la verità”

Un’operazione verità su quello che viene definito un “incantesimo che da oltre 20 anni impedisce la realizzazione del tratto C della strada Nord-Sud, nonostante vi siano i fondi”. A richiederla con forza è Ance Sicilia (l’associazione dei costruttori) che sottolinea come i cantieri sulla strada statale 117 Centra Sicula non siano mai partiti, nonostante la presenza dei fondi per 399 milioni e di un progetto esecutivo pronto “con i relativi pareri favorevoli e operazioni di esproprio delle aree già eseguite”.

“Il tutto è già costato svariate decine di milioni di euro – afferma Ance Sicilia in una nota firmata dal presidente Santo Cutrone – e mai da parte di Anas sono stati sollevati problemi tecnici o finanziari che potessero sconsigliare l’apertura dei cantieri. Quindi perché solo oggi Anas dice che l’opera non conviene più perché il traffico si è ridotto? Non ci si può prendere in giro così e per giunta alla presenza del viceministro Giancarlo Cancelleri. Non è credibile addurre la scusa della riduzione del traffico, se lo si misura su una strada vetusta e pericolosa che in buona parte non è più percorribile. Tutti oggi cercano percorsi alternativi, anche se più lunghi, per non rischiare la vita”.

“E come mai – si chiede ancora Cutrone – opere come il Mose di Venezia vanno completate ad ogni costo (anche se oggi vengono dichiarate inutili) per non sprecare i soldi già spesi, mentre per la Nord-Sud l’Anas può permettersi di gettare al vento le risorse pubbliche già spese e di privare la Sicilia di questo asse viario fondamentale per la mobilità nell’isola?”.

Ance Sicilia vuole sapere “quale sia la vera ragione per la quale l’Anas non vuole mettere mano a quest’opera: un disimpegno che è già cominciato durante il governo Crocetta (che dirottò altrove parte delle somme, atto contro il quale pende un ricorso di Ance Sicilia alla Corte dei conti per spostamento di fondi da conto capitale a spesa corrente) e che si completa oggi con la rinuncia al nuovo tracciato a scorrimento veloce, optando per un molto più economico piano di manutenzione del vecchio percorso”.

“Ci sono forse problemi geologici o tecnici che impediscono di costruire certi tratti della Nord-Sud? – incalza il presidente di Ance Sicilia -. Perché, se è così, come mai nessuno lo ha detto prima e per 20 anni si è andati avanti spendendo soldi per fare i progetti ed espropriare i terreni? Perché se così non è, l’unica giustificazione che resta è la volontà politica del governo nazionale di dirottare queste risorse verso altre opere nel Nord Italia, volontà alla quale Anas sembrerebbe piegarsi. Allora ci chiediamo quale sia la coerenza con le dichiarazioni del governo circa un nuovo impegno per il Sud, se scippa in questo modo risorse alla Sicilia e gli unici fondi che si stanno spendendo sono quelli programmati 10 anni fa per la manutenzione dell’autostrada Palermo-Catania e quelli di Rfi per l’ammodernamento della ferrovia borbonica Messina-Catania-Palermo. Cosa c’è di nuovo da parte di questo governo, se Trapani continua a essere isolata dalla rete ferroviaria e sulle strade ci si può spostare solo dall’Ovest verso l’Est dell’Isola, ma non da Sud verso Nord?”.

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