Ance Sicilia: “No all’esercizio provvisorio e a nuovi ritardi nei pagamenti alle imprese edili”

“Nel 2021, fra esercizio provvisorio, Bilancio approvato ad aprile e successivi intoppi, le imprese avanzano ancora crediti per lavori eseguiti a novembre 2020. Un ulteriore esercizio provvisorio aggiungerebbe altri ritardi per i pagamenti dei lavori eseguiti successivamente e di quelli del prossimo anno”. Lo denuncia Santo Cutrone, presidente di Ance Sicilia, che ancora una volta torna sul tema dei ritardi nei pagamenti alle imprese edili: “Non possiamo più sostenere le anticipazioni bancarie né chiederne di altre. Auspichiamo che il Natale ci regali invece una Finanziaria approvata in tempo utile”.

“La legge di Bilancio nazionale – sottolinea Cutrone – che contiene anche risorse necessarie a completare la Finanziaria regionale, sarà approvata non prima di Natale. Dunque, a meno che i deputati dell’Ars non riescano a varare la legge di Bilancio regionale entro Capodanno, temiamo che anche nel 2022 la Sicilia andrà ad esercizio provvisorio. E per le imprese edili sarebbe un disastro”.

Cutrone aggiunge un’altra esortazione: “La ripresa dell’economia locale dipende dalle risorse del ‘Pnrr’, del ‘Fondo di sviluppo e coesione’ e dei Fondi strutturali 2021-2027. Per cogliere queste opportunità le imprese siciliane devono essere messe nelle condizioni di partecipare ai bandi. E’ insito nella nuova costruzione del ‘Pnrr’, che è stata estesa alle altre programmazioni, che i bandi siano veloci e si debbano chiudere in pochi giorni perché le risorse vanno impegnate entro le scadenze concordate con Bruxelles. La nostra, quindi, non è una critica alle stazioni appaltanti che hanno già pubblicato i primi avvisi, loro seguono la procedura prevista. Però, noi non facciamo in tempo a venirne a conoscenza”.

“Ciò di cui abbiamo bisogno – conclude – è che a tutti i bandi sia data la massima visibilità possibile anche sui quotidiani e sugli altri mezzi di comunicazione, il solo portale ‘italiadomani’ o quello del ministero per il Sud non sono sufficienti ad organizzarci e la Gazzetta ufficiale non ha pubblicazioni tempestive. Per questo facciamo appello alla sensibilità del Dipartimento della coesione territoriale e dell’Agenzia nazionale per la coesione territoriale, affinché si impegnino in tal senso, nel loro ruolo di affiancamento delle pubbliche amministrazioni locali”.

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