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Anche la Sicilia ha votato Zingaretti. Cracolici: “Riconquistare la fiducia della gente”

Anche la Sicilia ha scelto Nicola Zingaretti. Alle primarie per la segreteria nazionale del Pd – che ieri ha portato oltre un milione e 700 mila elettori ai gazebo in tutta Italia, quasi 80.000 in Sicilia – il voto siciliano è stato in linea con quello del resto d’Italia. Anzi, la maggioranza di Zingaretti, nell’isola, è stata anche più netta se è vero che nella città di Palermo ha ottenuto circa il 74%.

Il deputato regionale Antonello Cracolici, uno dei principali sostenitori di Zingaretti, eletto con la lista “Piazza Grande” fra i componenti dell’Assemblea nazionale, saluta con soddisfazione la sua investitura per guidare il nuovo corso del Pd nazionale.

“Nella città di Palermo il nuovo segretario del PD ha ottenuto il 74%, una cifra che fa giustizia delle peripezie che hanno caratterizzato questo appuntamento, compreso l’inspiegabile caos dei gazebo cancellati in tanti comuni e quartieri della città. Adesso  si deve aprire una pagina nuova per il PD anche in Sicilia, per un rinnovamento vero e non caricaturale: c’è bisogno di serietà, coerenza, rigore, competenza. Dobbiamo liberarci dai bizantinismi che hanno caratterizzato negli ultimi tempi il PD regionale, per riconquistare la fiducia della gente e rimediare ai danni prodotti da certi ‘avventurieri del trasformismo’: sarà questo uno dei primi impegni del segretario Zingaretti e di chi, insieme con lui, lavorerà per ricostruire il PD siciliano”.

Giuseppe Lupo, capogruppo all’Ars, sottolinea che si è trattata di “una mobilitazione che rilancia il Partito Democratico e segnala l’evidente delusione dei cittadini nei confronti del governo nazionale e del governo regionale. Al segretario Zingaretti ed ai nuovi componenti dell’Assemblea nazionale del partito vanno i miei auguri di buon lavoro”.

Il deputato regionale Baldo Gucciardi rileva che “il risultato per Zingaretti in Sicilia ed anche nella mia provincia, Trapani, con oltre il 66% dei consensi, ha già il senso autentico di una ripartenza. Finalmente, sindaci, consiglieri comunali, dirigenti di partito ultimamente mortificati, e gente comune, vera espressione dei territori, potranno trovare lo spazio che era stato loro spesso negato. Dobbiamo dire basta alle logiche dell’arroganza insopportabile, è il momento di lavorare con Zingaretti per un partito che bandisca le risse, che riporti in alto la bandiera del rispetto delle regole e che tracci una nuova via fatta di autentica democrazia, di ascolto e comprensione del disagio sociale disegnando la società dei tempi nuovi”.

Anthony Barbagallo, altro deputato regionale, sostiene che “è stata una festa della democrazia e della partecipazione che dà il via ad una fase nuova del partito democratico e di tutto il centrosinistra. Negli occhi della gente ho letto soprattutto la speranza di invertire la rotta riportando al centro dell’agenda politica le persone e riallacciando i fili interrotti del dialogo tra la politica e la società civile. Capita che i cittadini siano più maturi della classe dirigente e quello di ieri è stato un segnale spontaneo, una risposta chiara all’improvvisazione ed alle bugie di chi ci governa. Ora è indispensabile ricostruire il nuovo PD superando ogni divisione investendo nelle nuove generazioni, adeguando, per questo, il proprio linguaggio e scendendo sempre di più tra i territori per combattere l’isolamento del cittadino”.

Antonio Rubino, vicesegretario regionale del Pd: “Buon lavoro a Zingaretti e grazie ai volontari che hanno tenuto aperti i seggi, a Maurizio Martina che abbiamo sostenuto e a Roberto Giachetti. Spero che queste primarie chiudano un congresso permanente che in Sicilia dura da quando il presidente della regione si chiamava Raffaele Lombardo. Leggo parole, ad esempio quelle di Cracolici, che invocano altre rese dei conti, in continuità con le aggressioni cattive e volgari condotte fin qui che non spaventano nessuno ma che continuano a minare il percorso del Pd Siciliano. Saranno questo tipo di condotte il vero problema del nuovo gruppo dirigente. 

Abbiamo garantito, senza soldi e senza dipendenti, un sereno svolgimento delle primarie come, alla fine, si è verificato in ogni parte dell’isola sotto un bombardamento costante. Adesso sono io che chiedo ai futuri organismi di affrontare il prima possibile tutti i possibili nodi sul tavolo, cercando di rispondere degnamente al segnale di partecipazione arrivato ieri. Sul piano politico e su quello etico così spesso invocato dai moralisti dell’ultimo minuto.

È chiaro che la vittoria di Zingaretti riaprirà presto le lacerazioni interne al Pd siciliano, dove tre mesi fa si è consumata una vera e propria battaglia per la elezione del segretario regionale. Davide Faraone ha assunto la carica dopo che la sua sfida con Teresa Piccione saltò per il ritiro della candidata dem. Faraone però ottenne il via libera da Roma e adesso in molti chiedono a Zingaretti di annullare la nomina di Faraone, a cominciare da Mirello Crisafulli che chiede senza troppi giri di parole che termini qui l’esperienza di Faraone come segretario regionale. Tra poco più di due mesi si voterà per le Europee ma è difficile che il Pd – a l di là delle dichiarazioni pubbliche di facciata – riesca a trovare davvero unità di intenti.

E proprio Teresa Piccione, anche lei elettta all’assenblea nazionale del Pd, si dimostra soddisfatta del voto delle primarie, lanciando una frecciata al suo “rivale” Faraone: “Con la vittoria di Nicola Zingaretti voltiamo pagina. Anche in Sicilia. Abbiamo lavorato instancabilmente perché Zingaretti avesse una grande affermazione nella nostra isola e ci siamo riusciti con un meticoloso lavoro di squadra. Abbiamo intercettato la grande voglia di cambiamento della nostra gente, l’esigenza di innovare registro e metodo, la necessità di costruire un’alternativa credibile supportata da persone credibili e autentiche com’è Nicola Zingaretti. Credo che il risultato certifichi chiaramente che anche in Sicilia una stagione si è chiusa e che bisogna voltare pagina. Chi non ha mai affrontato il vaglio degli iscritti e degli elettori deve prenderne atto”.

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