Antimafia, Fava: “Sanità pubblica terreno di caccia al consenso. Con Crocetta…”

Claudio Fava, presidente della commissione Antimafia, è stato intervistato per la Repubblica Palermo e ha commentato l’approvazione all’unanimità della relazione sull’inchiesta condotta per undici mesi sulla sanità pubblica siciliana.

“Al di là dei molti proclami, la politica non ha avuto alcuna intenzione di smettere di considerare la sanità pubblica come un terreno di caccia al consenso -afferma – . Questo riguardava stagioni passate in cui la colonizzazione politica è stata più sfacciata, ma riguarda anche questi tempi. Molte scelte sono nel solco della colonizzazione della sanità, a cominciare da come è stata gestita la vicenda della Cuc, la centrale unica di committenza, dopo l’arresto dell’ex responsabile Fabio Damiani”.

Sulle assunzioni, Fava dice: “Le chiamate dirette fatte nell’emergenza non possono diventare stabilizzazioni. Servono concorsi pubblici che garantiscano un punteggio a chi ha lavorato, ma attraverso una selezione pubblica”.

Con Crocetta abbiamo raggiunto vette inarrivabili: ci siamo trovati un gruppo di guitti che governavano in nome e per conto dei siciliani ” prosegue Fava. “Musumeci come esce dall’indagine? Assente, non pervenuto. Si è tirato fuori anche di fronte a ritardi ingiustificabili”.

Razza? Ha risposto a tutte le nostre domande -continua – anche se i documenti che avevamo richiesto ci sono arrivati quattro ore prima del voto. Noi non abbiamo fatto una relazione sullo stato di salute della sanità oggi: ci interessava capire quali metodi la politica pratica, o non pratica, per renderla impermeabile alle infiltrazioni e garantire servizi. E abbiamo scoperto che nelle aziende i responsabili anti-corruzione sono ‘pro forma’: si occupano d’altro”.

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