Antimafia, il fratello di Borsellino a Morra: “Restituite l’agenda rossa”

“Ridateci l’agenda rossa”. Questo la richiesta ribadita da Salvatore Borsellino, che a pochi giorni dall’anniversario della strage di Via d’Amelio in cui morì il fratello Paolo ha inviato una lettera al presidente della commissione Antimafia Nicola Morra, nel giorno in cui sono stati declassificati tutti gli atti secretati dalle inchieste parlamentari dal 1962 al 2001.

Nella lettera, Borsellino (che non ha accettato l’invito a partecipare alla pubblicazione delle audizioni del fratello Paolo) sottolinea: “É necessario che quella Agenda Rossa che è stata sottratta da mani di funzionari di uno stato deviato e che giace negli archivi grondanti sangue di qualche inaccessibile palazzo di Stato e non certo nel covo di criminali mafiosi venga restituita alla Memoria collettiva, alla Verità e la Giustizia”.

“Ora, a ventisette anni di distanza – scrive Borsellino – io non posso accettare che i pezzi di mio fratello, le parole che ha lasciate, i segreti di Stato che ancora pesano su quella strage vengano restituiti a me, ai suoi figli, all’Italia intera, ad uno ad uno. E’ necessario che ci venga restituito tutto, che vengano tolti i sigilli a tutti i vergognosi segreti di Stato ancora esistenti e non solo sulla strage di Via D’Amelio ma su tutte le stragi di stato che hanno marchiato a sangue il nostro paese”.

Sulla sua volontà di non partecipare all’evento in programma oggi a Roma dice: “Ho riflettuto a lungo e ho poi deciso di non sottrarre nemmeno un’ora a mia figlia che pur in attesa del suo primo figlio ha deciso di affrontare la fatica del volo per essere in questi giorni a Palermo, insieme a me, a lottare per la memoria di suo zio, Paolo Borsellino e dei cinque ragazzi uccisi insieme a lui, Claudio, Agostino, Emanuela, Vincenzo ed Eddie Walter che ancora, a ventisette anni di distanza, aspettano Giustizia e Verità sulla strage di Via D’Amelio nella quale è stata spezzata la loro vita”.

E conclude: “Decine se non centinaia di persone nei meandri e nelle segrete di questo Stato, ne sono certo, conoscono dove viene occultata questa Agenda, dove vengono occultate le ultime indagini, le ultime parole, gli ultimi pensieri di Paolo Borsellino. Soltanto quando un rappresentante di questo Stato che ha lasciato crescere nel suo ventre un mostro capace di intavolare con l’antistato, con gli assassini di Giovanni Falcone, una scellerata trattativa e sull’altare di questa trattativa ha sacrificato la vita di Paolo Borsellino, si presenterà in ginocchio in Via D’Amelio a portare non ipocrite corone di alloro, simboli di morte, ma quell’Agenda Rossa, allora e soltanto allora potrò avere pace”.

Categorie
attualità
Facebook

CORRELATI