Giuseppe-Antoci

Antoci: “Basito per le conclusioni dell’Antimafia, sono vivo grazie alla mia scorta”

“Rimango basito di come una Commissione, che solo dopo tre anni si occupa di quanto mi è accaduto, possa arrivare a sminuire il lavoro certosino e meticoloso che per ben due anni la Dda di Messina e le forze dell’ordine hanno portato avanti senza sosta, ricostruendo gli accadimenti con tecniche avanzatissime della Polizia Scientifica di Roma e che oggi rappresentano per l’Italia un fiore all’occhiello”.

Così l’ex presidente del Parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci, commentando la relazione della commissione Antimafia dell’Ars, presieduta da Claudio Fava, sull’attentato che risale al maggio del 2016.

“Fava dice che io sono in ogni caso una vittima? Non m’interessa. Io sono vivo grazie alla mia scorta. Ci sono stati due poliziotti morti in 24 ore. Ci sono i milioni di euro finiti alla mafia dei pascoli. E l’indagine la fanno sulla dinamica dell’attentato. La magistratura -ha fatto un lavoro certosino. È una pagina buia, vergognosa quella scritta dall’Antimafia siciliana. Danno credito a persone che non portano prove. Io difendo i magistrati e le forze dell’ordine. È proprio di questi giorni l’agguato in Colombia contro la candidata Sindaco di Suarez anche essa bloccata con l’auto blindata colpita da fucilate e poi bruciata. Morti lei e gli uomini della scorta. Stessa tecnica utilizzata sui Nebrodi per l’attentato a me. Ma forse il fatto che l’ex presidente del Parco e la sua scorta quella sera non siano morti basta per alimentare la solita più che sperimentata macchina del fango. Il tema non è Antoci: Falcone diceva bisogna morire per essere credibili. Non si possono gettare nel piatto tre ipotesi e dire scegliete quella che vi piace. È una cosa vergognosa”.

IL COMMENTO DEL M5S – “Antoci gli spari li ha subiti ed è stato la vittima inconsapevole di un attentato. Questo emerge dalla relazione approvata oggi in Antimafia, verso la quale abbiamo espresso il nostro voto favorevole”. Così i deputati regionali M5S Antonio De Luca e Roberta Schillaci, dopo la seduta di oggi della commissione Antimafia dell’Ars, di cui fanno parte.

“È stata confermata – hanno continuato – la bontà del lavoro e della ricostruzione fatta dagli inquirenti, tuttavia riteniamo si debba continuare a profondere impegno per scoprire chi ha attentato alla vita di Antoci, perché indipendentemente dalla matrice ideativa ed esecutiva dell’attentato, un attentato c’è stato e di esso Antoci è certamente vittima”.

“Confermata inoltre – hanno aggiunto De Luca e Schillaci – la validità del protocollo Antoci, che è riuscito a dissipare le truffe dei fondi europei, un tema che costituisce il più probabile movente dell’attentato. Sarebbe auspicabile che la commissione Antimafia chiedesse alla Procura di Patti di riaprire le indagini sulle strano decesso di due poliziotti, Todaro e Granata (decessi avvenuti oltre un anno fa e a distanza di un giorno l’uno dall’altro) del commissariato di S. Agata di Militello”.

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