Apparecchi elettrici ed elettronici: atto della Regione per incentivarne la riparazione

L’assessorato regionale all’Energia e servizi di pubblica utilità ha fornito con un atto di indirizzo le linee guida per il riconoscimento e lo smaltimento di apparecchiature elettriche ed elettroniche al fine di incentivare in via prioritaria la loro riparazione.

L’atto infatti chiarisce in sostanza quando un’apparecchiatura diventa rifiuto, incentivando di riflesso le riparazioni. I Cat, Centri di assistenza tecnica, potranno prendere in carico tv, lavatrici frigoriferi e altri oggetti guasti senza sottostare automaticamente alla rigida normativa sui rifiuti elettrici.

Il provvedimento nasce da una richiesta di parere al ministero dell’Ambiente che ha confermato positivamente l’intuizione dell’assessore. Fino a oggi, la consegna a un Centro di assistenza di una vecchia lavatrice, una tv guasta o a un pc malfunzionante, ha creato incertezza perché, configurandosi come rifiuti, costringono i Cat a rispettare rigide normative in tema di autorizzazioni e adempimenti. Il ritiro è previsto solitamente a fronte dell’acquisto di un nuovo apparecchio.

La Regione ha fornito quindi chiarimenti su questa fase e in particolare sul passaggio dalla denominazione di Aee, cioè le apparecchiature elettriche ed elettroniche normalmente funzionanti, a Raee, ovvero rifiuti che sono disciplinati da una normativa più rigida. L’assessorato ha descritto minuziosamente questo iter che di fatto responsabilizza i Centri di assistenza tecnica: quando un cittadino consegna una lavatrice o elettrodomestico ritenuto vetusto o mal funzionante, i tecnici devono valutare se può essere aggiustato o meno, senza paura di incorrere nella rigida normativa dei rifiuti elettrici e dunque in violazioni.

In caso di responso negativo, sarà il cittadino a smaltirlo in un centro autorizzato. Altrimenti gli operatori si metteranno al lavoro per ripararlo. Alla fine i tecnici eseguiranno dei test e, se avranno esito positivo, il Centro potrà rivendere l’oggetto contrassegnandolo come ricondizionato, fornendo una garanzia minima annuale. Altrimenti, se l’oggetto non potrà essere rimesso in funzione, il Cat dovrà gestirlo come rifiuto e avviarlo a recupero o smaltimento.

“Facciamo chiarezza su una zona grigia a livello normativo – spiega l’assessore Alberto Pierobon – e rassicuriamo i Centri di assistenza che saranno così più propensi a ricevere gli apparecchi usati e a valutare la possibilità di ricondizionarli. I risvolti sono molteplici. Riduciamo alla fonte la produzione dei rifiuti, estendiamo il ciclo di vita del bene, forniamo ai meno abbienti la possibilità di acquistare dispositivi a un prezzo più basso, generiamo nuove opportunità di business all’interno dei Cat e dunque favoriamo nuovi posti di lavoro”.

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