ars passa la legge sulla composizione delle giunte ma senza quote rosa

Arresti Castelvetrano, LE REAZIONI dai palazzi della politica

Il coinvolgimento di alcuni uomini politici di primo piano nell’inchiesta della Procura di Trapani che ha fatto scattare 27 arresti, ha ovviamente scatenato le reazioni, soprattutto da parte delle opposizioni. Tra gli arrestati l’ex deputato Giovanni Lo Sciuto e l’ex presidente dell’Ars Francesco Cascio. L’attuale assessore all’istruzione Roberto Lagalla è invece nell’elenco degli indagati.

CLAUDIO FAVA, presidente della Commissione regionale Antimafia dell’Ars: “A Castelvetrano non ci sono solo le ultime confuse tracce di Matteo Messina Denaro; c’è anche il laboratorio di un nuovo, spregiudicato sistema di potere che, all’ombra di una loggia massonica, aveva mescolato carriere, protezioni, appalti, assunzioni, promesse, licenze. Poco importa che la parola “mafia” non compaia negli atti dei magistrati di Trapani: ciò che preoccupa è il modo esibito e impunito con cui pezzi del sistema politico si erano messi al servizio di un disegno criminale disposto a comprare, violare e corrompere tutto e tutti. Tornare al voto a Castelvetrano, Comune sciolto per mafia, in queste condizioni di incertezza democratica, con un candidato sindaco appena arrestato e una lunga ombra sugli atti e i fatti delle passate amministrazioni, forse è un rischio da evitare. Un ringraziamento doveroso a chi sta svolgendo le indagini ma troppi sono gli episodi in Sicilia dove politica e affari si intrecciano per autosostenersi. Non si può lasciare alla sola magistratura e alle forze dell’ordine il compito di intervenire.”

FRANCESCO CAPPELLO, capogruppo M5S all’Ars: “L’unico denominatore comune sull’indagine delle ultime ore e quella che ha portato agli avvisi di garanzia dei giorni scorsi è l’imbarazzante silenzio di Musumeci, anche se comprendiamo le sue enormi difficoltà: i voti di chi è ora indagato o, peggio, arrestato hanno contribuito a portarlo alla guida della Regione, sarebbe pertanto enormemente complicato per lui prenderne le distanze. Ormai è estremamente difficoltoso tenere aggiornata la contabilità dei provvedimenti della magistratura che hanno colpito politici alla corte del presidente. Non abbiamo fatto a tempo a chiedere, in assoluta solitudine, le dimissione di Savona, la cui presenza alla guida della commissione Bilancio ci sembra estremamente inopportuna ed incompatibile con le pesantissime accuse che lo riguardano, che ci ritroviamo a far i conti con gli arresti dell’ex deputato Lo Sciuto, oltre che di Cascio, e dell’avviso di garanzia per Lagalla. Senza contare le indagini in corso per altri assessori di Musumeci.  Di Savona aspettiamo ancora un passo indietro, è inammissibile che durante l’esame del collegato guidi i lavori della Commissione Bilancio, mentre sulla sua testa pende un’indagine per truffa. Ma tutti fanno finta di non vedere e sentire, Pd e Fava compresi”.

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