Ars, approvata la Finanziaria: 32 voti a favore, 23 contro. In serata ok anche al Bilancio

Poco dopo le 18 del 2 maggio, l’Assemblea regionale ha approvato la legge finanziaria con 32 voti a favore e 23 contrari. In serata anche l’ok al Bilancio (36 a 22) su cui c’era stato il dibattito in apertura di sessione.

Positivo il commento del presidente dell’Ars Miccichè: “Alla fine di questa finanziaria non posso che ritenermi soddisfatto, non in termini politici ma di garanzia: abbiamo stralciato moltissimi emendamenti e non ho fatto né il capo della maggioranza né quello dell’opposizione. Ho cercato di fare l’arbitro imparziale rispetto a quello che veniva presentato in aula. E’ una finanziaria equilibrata, dove non sono state fatte grandi operazioni da marchetta”.

Un dibattito che si è protratto per quattro giorni e che ha avuto parecchi momenti di frizione, sopratutto nell’ultimo pomeriggio quando la maggioranza ha presentato un maxi emendamento da 11,7 milioni di euro che ha fatto sollevare la polemica dai banchi dell’opposizione.

Fra i primi commenti quello dell’assessore all’Economia Gaetano Armao, che, in qualità di vice presidente, ha anche rappresentato il Governo considerata la perdurante assenza del presidente che dopo aver lasciato l’Aula polemicamente l’altro ieri non ha più fatto ritorno. “E’ una manovra imponente, oltre 1,5 miliardi di euro destinati a interventi per famiglie, comuni e imprese, per far fronte all’emergenza economica. In totale ammonta a 22,5 miliardi di euro il bilancio 2020 e a oltre 60 miliardi quello triennale – ha spiegato Armao -. E’ il quinto bilancio che seguo da responsabile dell’economia, ma il più importante mai approvato e forse il più rilevante degli ultimi trent’anni per dimensioni finanziarie.

Giuseppe Lupo, capogruppo Pd all’Ars: “Finanziaria scritta sulla sabbia, non solo per le coperture incerte ma anche perché non propone una vera prospettiva di ripresa e sviluppo per la Sicilia. Sul nostro voto contrario ha influito anche il comportamento del presidente Musumeci: il suo rifiuto di confrontarsi il parlamento rappresenta una rottura istituzionale fra il governo e l’Ars, la scelta di non volere neppure ascoltare i deputati, sia di maggioranza che di opposizione, è inqualificabile. E trovo puerile la scusa del voto segreto, in un momento così drammatico per i nostri concittadini”.

Alessandro Aricò, capogruppo Diventerà Bellissima: “Provvedimenti a 360 gradi, fondamentali per contrastare la crisi: aiuti concreti e mai così ingenti nei confronti di imprese, famiglie, operatori della Sanità, enti locali, Società partecipate – per pagare gli stipendi, come ad esempio Riscossione Sicilia ed ex dipendenti EAS – ed a favore di settori nevralgici come turismo, sport e cultura. Tramite l’Irfis saranno garantiti crediti ad interessi zero e in parte a fondo perduto alle famiglie e agli operatori economici, ed analogo sostegno andrà agli artigiani con un fondo presso la Crias e alle cooperative attraverso l’Ircac”.

Marianna Caronia, deputato Lega: ” Siamo riusciti a far approvare alcune norme importanti che guardano a chi sta davvero vivendo situazioni di bisogno e che mirano a rendere veloce la fruizione dei benefici da parte dei cittadini e delle imprese. La Lega è riuscita a rendere più facile l’utilizzo delle somme per l’assistenza alimentare e sociale per i cittadini da parte dei Comuni, ad esonerare dal pagamento di canoni e imposte diverse categorie produttive, garantendo ai Comuni un’adeguata compensazione, a sostenere la riconversione produttiva di chi vorrà investire nella produzione di dispositivi di protezione, a riconoscere al personale della sanità una giusta ricompensa per lo straordinario lavoro di queste settimane”.

Anthony Barbagallo, deputato regionale Pd: “Per la prima volta la sedia del governatore è rimasta vuota per tutta la durata dei lavori. L’episodio è grave e non ha precedenti in nessuna delle altre Regioni italiane. Alla fine questa ‘acefala’ manovra economica è passata grazie al sostegno, durante tutti i lavori, di qualche deputato eletto nei banchi dell’opposizione, che ha spudoratamente tradito il mandato elettorale schierandosi con il centrodestra e che certamente non serve alla Sicilia. Resta il tema delle coperture sulle quali sin dall’inizio abbiamo espresso le nostre perplessità. Speriamo di non essere stati profetici, altrimenti l’Assemblea avrà votato una manovra ‘carta straccia’.

Il capogruppo di Fi, Tommaso Calderone: “Io e il mio partito non abbiamo fatto marchette. Ci siamo sacrificati per il bene dei siciliani, a noi non importa quello che fanno gli altri: certamente Forza Italia grida in maniera altissima il proprio impegno e il proprio rigore morale. Abbiamo lavorato un mese, marchette non ne abbiamo fatto e non ne faremo mai”.

Giorgio Pasqua, capogruppo M5S all’Ars: “Abbiamo collaborato per cercare di migliorarla in commissione e in Aula ma che ha avuto una sorta di mutazione genetica, finendo con lo scontentare un po’ tutti, disabili e Comuni in primis, ai quali vengono sottratti soldi sicuri a fronte di finanziamenti incerti, legati alle trattative con lo Stato e alla possibilità di utilizzare i fondi Poc. Il nostro ‘no’  non poteva che essere consequenziale. Abbiamo avuto un comportamento responsabile, certamente più di quello del presidente  Musumeci che alle prime difficoltà in maniera pretestuosa è scappato a gambe levate, abbandonando la Sicilia nel momento in cui l’isola aveva più bisogno della sua presenza. Tra le tante incertezze c’è qualche inossidabile certezza: le marchette a sala d’Ercole non muoiono mai. Ci sarebbe da dire che forse è più facile debellare il Covid-19, che il virus della tabella H. Che, come al solito, ha regalato soldi a destra e manca”.
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