ars passa la legge sulla composizione delle giunte ma senza quote rosa

Ars, approvato il ddl sulla formazione professionale. Ddl vitalizi, si riparte

È stato approvato a sala d’Ercole, senza intoppi e piuttosto velocemente, il disegno di legge “Istituzione del sistema regionale della formazione professionale” che aveva trovato l’intesa tra le forze politiche durante il lavoro della commissione cultura. Il provvedimento, diventato legge, si preoccupa di ridisegnare il mondo della Formazione ancora vincolato a una norma di oltre 40 anni fa e prevede anche nuovi accorgimenti nell’organizzazione assessoriale.

Particolarmente soddisfatto l’assessore regionale alla Formazione, Roberto Lagalla, che ha ringraziato l’aula e la commissione “per il clima di grande collaborazione con il quale siamo arrivati alla redazione ed all’approvazione di una riforma importante ed attesa. Adesso possiamo contare su nuovi strumenti che si rivolgono sia alla platea dei lavoratori che agli obiettivi di una formazione professionale sempre più connessa agli sbocchi lavorativi”.

Subito dopo il presidente dell’Ars Miccichè ha informato l’aula sulle novità riguardanti il disegno di legge sul taglio dei vitalizi. “Insieme con il vicepresidente della commissione Antonello Cracolici – ha detto Miccichè – ho incontrato i tecnici del ministero degli Affari regionali in merito alla proposta di legge sui vitalizi. Ho informato i capigruppo sull’esito dell’incontro, gli uffici stanno preparando il fascicolo con gli emendamenti”. La seduta è stata quindi sospesa per permettere la riunione della commissione verifica poteri in relazione alla sostituzione di Giancarlo Cancelleri (M5S) che si è dimesso dall’Ars dopo la nomina a viceministro ai Trasporti. La commissione però si è protratta più del previsto ed è slittata di 24 ore la discussione sui vitalizi.

IL DDL SULLA FORMAZIONE PROFESSIONALE: Fra le novità maggiormente rilevanti introdotte dalla legge, l’istituzione del Comitato delle politiche regionali per la formazione professionale che avrà il compito di fornire proposte in merito alle politiche formative regionali. Questo sarà presieduto dall’assessore regionale alla formazione e ne faranno parte: i dirigenti dell’amministrazione competente, i rappresentanti delle organizzazioni sindacali e delle associazioni dei datori di lavoro. Saranno poi inclusi di diritto anche la Consigliera di parità regionale ed il Garante per la tutela dei diritti fondamentali dei detenuti e per il loro reinserimento professionale.

Per monitorare la funzionalità e la qualità del sistema della formazione, è stabilita dalla legge una valutazione con cadenza triennale, attraverso ad una relazione fornita dall’assessore al ramo che renderà noti i risultati conseguiti, sul piano formativo e occupazionale, dalla misurazione delle performance degli operatori al livello di soddisfazione e di successo raggiunto dagli allievi. Tutti i processi saranno, inoltre, supportati da nuovi sistemi informativi al fine di innovare il sistema e le procedure amministrative, in coerenza con le politiche sulla digitalizzazione adottate dal governo regionale.

La nuova riforma modifica anche l’assetto organizzativo dell’Assessorato all’istruzione e alla formazione professionale attraverso la scissione in due dipartimenti: Istruzione, Università, Ricerca e Formazione professionale.

Agli attuali iscritti all’Albo della formazione professionale, sebbene questo sia da considerasi ad esaurimento, per altri cinque anni si applicheranno le tutele già in vigore, mantenendo quindi la priorità in fase di assunzione. Gli operatori dovranno però confermare la loro iscrizione all’Albo, secondo procedure di evidenza pubblica, e il mancato riscontro sarà considerato come rinuncia, in tale circostanza gli stessi saranno in automatico trasferiti all’attuale elenco. Per il mantenimento dell’iscrizione all’Albo scatta l’obbligo di aggiornamento professionale, i cui criteri, i tempi e le modalità saranno stabiliti dall’amministrazione. Inoltre, i docenti della formazione professionale dovranno essere laureati o in caso contrario dovranno avere maturato cinque anni di esperienza professionale nel settore di pertinenza, oltre ad essere in possesso di diploma.

Altra novità rivoluzionaria per il comparto, riguarda la creazione a fini ricognitivi di un “registro dei formatori e del personale della formazione professionale” che consentirà di mappare e monitorare agevolmente il sistema degli operatori. Questo permetterà ai soggetti inseriti nell’attuale “elenco” di transitare di diritto in questo nuovo registro e dal 1 gennaio 2026 saranno iscritti nello stesso registro tutti i soggetti ancora presenti nell’Albo.

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