Ars, approvato il ddl sulle Zone Franche Montane. Il testo passa a Roma / LE REAZIONI

L’Ars ha approvato il disegno di legge-voto sull’istituzione delle zone franche montane. Per avere concreta attuazione la legge dovrà adesso essere esaminata ed approvata dal Parlamento nazionale. Nello spazio di Sala d’Ercole riservata al pubblico, durante i lavori d’aula di oggi erano presenti sindaci ed amministratori di diversi comuni montani siciliani. “Allo Stato chiediamo di essere leale con la Sicilia, atteggiamento che in passato è mancato soprattutto nei confronti dei resilienti delle montagne dell’isola”, dice Vincenzo Lapunzina, coordinatore regionale del Comitato per l’Istituzione delle zone franche montane in Sicilia.

“Giunge all’approvazione un’iniziativa sulla quale lavoriamo da anni con gli esponenti del territorio che può costituire una leva di sviluppo per contrastare desertificazione delle imprese e spopolamento delle aree montane”, afferma l’assessore all’economia, Gaetano Armao. “Proseguiremo il lavoro nel negoziato finanziario con lo Stato affinchè questa forma di fiscalità di sviluppo possa rinvenire le risorse necessarie”, annuncia.

“Seguiremo l’iter di questa norma in quello che sarà il suo percorso al parlamento nazionale”, ha detto in aula l‘assessore alle Attività produttive Mimmo Turano che ha ringraziato le forze politiche per il sostegno trasversale al ddl. Il voto al ddl è arrivato ad unanimità con il “sì” dei 55 deputati presenti. Subito dopo il Pd ha chiesto, con un ordine del giorno approvato dall’aula come “raccomandazione”, l’impegno del governo a non tagliare fondi ai comuni montani nell’ambito della prossima manovra.

Il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci esprime soddisfazione: “Si tratta di un importante strumento di crescita per le aree più interne dell’Isola, perché può creare favorevoli condizioni di sviluppo. Adesso, però, la partita si sposta a Roma, per cui dobbiamo fare pressione sul Parlamento nazionale, affinché si arrivi al voto finale nel più breve tempo possibile”.

Alessandro Aricò, capogruppo di DiventeràBellissima, afferma: “L’approvazione del ddl era un provvedimento molto atteso, strumento fondamentale per il rilancio e lo sviluppo di quei piccoli Comuni. Attraverso alcuni istituti giuridici come l’esenzione o l’esonero dal versamento di imposte per la prima fase di applicazione, si potrà incentivare le imprese che vorranno investire in questi territori, combattendo cosi lo spopolamento cronico e la tragica mancanza di lavoro nei piccoli centri urbani”.

“La legge-voto sulle zone franche montane potrà dare una boccata di ossigeno a quei comuni montani che hanno subito forti dinamiche sociali come lo spopolamento dei territori e che vivono una situazione di evidente svantaggio”, dicono i deputati regionali del Movimento 5 Stelle.

“Questa legge ovviamente non può e non deve restare solo un pio desiderio, per questo l’unanime apprezzamento delle forze politiche che oggi approveranno questa legge, senza divisione di parte impone a chi governa e al parlamento nazionale un atto di responsabilità e di rispetto nei confronti della Sicilia”, osserva afferma Eleonora Lo Curto, capogruppo Udc.

“Aree, quelle montane che,soprattutto negli ultimi anni sono state abbandonate dalle Istituzioni,adesso ci sono gli spazi normativi e finanziari per aprire una nuova fase e subito dopo gli ultimi step,questa norma potrà vedere l’attuazione dando finalmente la luce per comunità, cittadini e amministrazioni locali”, sostiene Riccardo Savona,Presidente della seconda commissione bilancio e programmazione.

Giuseppe Lupo, capogruppo del Pd all’Ars, sostiene: “L’approvazione della legge-voto è certamente un segnale importante nei confronti di molte nostre comunità. Ma le norme da sole non bastano, per andare incontro alle esigenze dei territori montani servono infrastrutture, servizi, risorse, e serve una programmazione dei fondi comunitari in grado di favorire gli investimenti in quelle aree”.

“Ci siamo sempre battuti per una legge sulla montagna che valorizzasse il territorio e le sue architetture, evitasse lo spopolamento, garantisse ai comuni montani servizi di trasporto pubblico efficienti E servizi sanitari e scolastici adeguati. Oggi in aula, invece, è arrivata una ‘legge voto’, un ‘desiderio’ frutto della mancata copertura finanziaria da parte del governo regionale che preferisce dare priorità ad altri settori”, dice Anthony Barbagallo del Pd.

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