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Ars, approvati i primi articoli della Finanziaria. Il dissenso delle opposizioni

L’Assemblea Regionale Siciliana, dopo avere approvato cinque articoli del disegno di legge di stabilità e averne accantonati altrettanti, è stata sospesa e riaggiornata a domani, martedì, alle 11.00. E’ andato tutto secondo copione, con le opposizioni che hanno espresso in Aula il proprio dissenso per una manovra ritenuta inadeguata ma tutto sommato in un clima non particolarmente acceso. Il che potrebbe essere di buon auspicio per una celere approvazione della Finanziaria.

Fra gli articoli approvati c’è il 2 (accertamento delle entrate da Sicilcassa), il 4 (Esenzioni in materia di tassa automobilistica regionale), il 5 (Disposizioni in materia di tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi urbani), il 6 (Fondo rotativo per la progettualità), l’8 (abrogazione di alcune norme), il 12 (personale Asu Assessorato Beni Culturali) e il 15 (recupero e valorizzazione patrimonio culturale immobiliare).

REAZIONI

Giuseppe Lupo, capogruppo Pd: “Ci opporremo senza tentennamenti a questa Finanziaria chiaramente insufficiente, che taglia  191 milioni a settori fondamentali: dal sociale, alla cultura, all’agricoltura, all’antiracket e che per la prima volta non contiene nessuna somma destinata ad investimenti. Una manovra iniqua e chiaramente priva di qualunque progetto di rilancio della Regione e le cui conseguenze ricadranno su attività produttive, occupazione e sui Comuni che aspettano le risorse necessarie per gli investimenti e per garantire i servizi essenziali ai cittadini e alle imprese”.

Claudio Fava, Centopassi: “Il disastro dei conti della Regione ha radici antiche, che affondano negli anni di governo Cuffaro e Lombardo senza risparmiare Crocetta. Stagioni durante le quali alcuni ruoli apicali erano ricoperti anche da illustri esponenti del governo Musumeci. Non partire da questo dato significa non voler affrontare i nodi politici di questo governo. L’eventuale ed auspicabile rimodulazione trentennale dell’intero debito dovrà essere utilizzata per fare fronte alle esigenze di tutti quei settori che sono in evidente sofferenza (tra questi, certamente i Consorzi di bonifica, l’Esa e la spesa sociale per gli interventi sociali) e non per alimentare il classico assalto alla diligenza da parte dei deputati della cosiddetta maggioranza”.

Marianna Caronia: “Certamente ha ragione il Presidente Musumeci a ricordare di aver ereditato una situazione di sostanziale bancarotta dal governo Crocetta. Certamente fa bene a ricordare che la crisi finanziaria della Sicilia non è solo un problema della Sicilia ma va affrontata in sede nazionale. È però necessario che la politica regionale si assuma il compito di trovare soluzioni, che la politica prevalga sui numeri che saranno certamente penalizzanti per molti settori economici e sociali, ma non possono divenire insostenibili per alcuni. Alcuni dei tagli proposti in queste ore, per esempio quello del 38% dei fondi per il trasporto pubblico, equivalgono di fatto alla cancellazione del servizio a livello regionale e questo non è pensabile. Per questo ho chiesto che l’assessore Armao venga in Commissione, dove è necessario un ripensamento dell’impianto della legge di stabilità, con una più equa e più orizzontale ripartizione dei tagli fra i diversi settori”.
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