Ars, inizio in salita per la legge Finanziaria: conti da rivedere, Aula rinviata

Inizia in salita l’esame della legge di Stabilità della Regione siciliana per gli anni 2021 – 2023. All’inizio di seduta, infatti, è stato rilevato un incongruo calcolo della diminuzione dei contratti di locazione che la Regione paga per gli edifici che ha in affitto ma anche dell’aumento dei canoni che percepisce dai demani regionali.

Il presidente dell’Ars Miccichè, onde evitare che si iniziasse l’esame della finanziaria regionale con il piede sbagliato, ha rinviato la seduta a domani pomeriggio, matedì, alle 16 ma allo stesso tempo ha convocato il presidente della commissione Bilancio Riccardo Savona e l’assessore all’Economia Gaetano Armao, insieme con gli uffici dell’Ars, per cercare di dipanare la matassa.

A inizio di seduta si è appreso dall’assessore Armao che l’impugnativa del Consiglio dei Ministri sulle variazioni di bilancio 2020 è stata notificata al governo Musumeci. Armao ne ha dato informazione in Aula rispondendo alla richiesta del deputato Pd, Antonello Cracolici. Armao ha sostenuto che si tratta di “un’impugnativa di tipo formale”, che non inficia i lavori sulla manovra finanziaria 2021 e che la notifica è arrivata per posta dopo che la manovra finanziaria era stata approvata in commissione Bilancio dell’Ars.

Il presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, ha chiesto al governo una relazione sugli effetti formali o non dell’impugnativa. “Non appena l’avrò e i miei uffici mi forniranno la propria analisi ne darò formale comunicazione in Aula”, ha detto il presidente in risposta alle opposizioni.

LE REAZIONI

Giuseppe Lupo, capogruppo Pd all’Ars: “L’ennesima falsa partenza per una finanziaria regionale senza fondamenta, che mostra ancora una volta come il governo, proceda improvvisando, ostinandosi a non dare spiegazioni sul rendiconto 2019, sull’impugnativa  dello Stato e sull’articolo 3 del ddl di stabilità. Aspetti non formali ma sostanziali a cui il governo deve rispondere per evitare ulteriori impugnative che paralizzerebbero la Regione. Su questi temi abbiamo chiesto in Aula chiarimenti che il governo non ha dato, costringendo il presidente dell’Ars a sospendere la seduta. Ci auguriamo che il  presidente  Musumeci, che non era presente ai lavori d’aula, si renda conto che i giorni passano ed in assenza di efficaci interventi legislativi, la Sicilia sprofonda nella crisi economica”.

Giovanni Di Caro, capogruppo M5S all’Ars: “È brutto dire avevamo ragione, ma lo diciamo da settimane, i conti della finanziaria sono sballati. Altro che aiuti a imprenditori e partita iva, ora sono a rischio tutte le spese della Regione. Al primo scoglio la manovra si è arenata:  già l’articolo 3, senza avere nemmeno trattato i primi due, per una manciata di euro si è rivelato un ostacolo insormontabile. E non bisognava avere la palla di vetro per prevederlo: il governo, e Armao in primis, se ne assumano ora le responsabilità davanti ai siciliani. Finché il governo non ci relazionerà sull’impugnativa delle variazioni di bilancio non ci sono le condizioni per andare avanti. Vogliamo avere contezza che quanto denunciamo da tempo inascoltati non avrà ripercussione su conti della Regione”.

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