Ars, Micciché tuona sulle norme impugnate: “Mortificante, non accetto più ddl con problemi”

Nella seduta dell‘Ars a sala d’Ercole di martedì 12 ottobre, spicca l’intervento iniziale del presidente dell’Assemblea Regionale Gianfranco Micciché che ha sottolineato la gravità delle tante norme impugnate e le svariate bocciature delle ultime settimane (a cui si aggiunge anche quella della Corte dei Conti nazionale sulla parifica 2019 della Regione siciliana).

E il presidente dell’Ars annuncia decisioni drastiche: “Non sono più disponibile a farmi bocciare norme dal governo nazionale. Non accetterò più in aula disegni di legge provenienti dalle commissioni – o dal governo – che contengono problemi di costituzionalità o che non siano ineccepibili sul piano formale: ve li risolvete in commissione; è inutile che me le mandate. Regolarmente ci arrivano in aula leggi da sistemare pesantemente: spesso sono stracolme di cose che non vanno. Gli uffici me lo dicono continuamente e anche per me diventi difficile gestire gli equilibri dell’aula”.

“Dobbiamo fermare questo trend: negli ultimi 3 mesi le norme impugnate sono state il 15%; fino a luglio, invece, la percentuale era stata del 5%. Non voglio escludere le mie responsabilità, ma questo meccanismo è mortificante”. Poi lo stesso Micciché invoca chiarezza da parte dell’assessore Ruggero Razza, sia sulla gestione del Covid (“é da un po’ che non lo fa”) sia sul futuro degli operatori dell’emergenza sanitaria.

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