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Ars, non c’è accordo nella maggioranza. Aula rinviata, commissione bilancio deserta

Primo pomeriggio di martedì, sala d’Ercole: il vicepresidente vicario dell’Ars, Roberto Di Mauro, per chiudere la seduta usa la formula “L’Ars sarà convocata a domicilio”, una formula che solitamente viene utilizzata quando si chiude una sessione o in prossimità di campagne elettorali. E invece Di Mauro – che di certo non poteva chiudere la sessione di bilancio iniziata nelle sedute precedenti –  ha usato proprio questa formula. È abbastanza chiaro, al di là delle parole, che questo è il sintomo di qualcosa che a Palazzo dei Normanni non va.

Prima della seduta d’Aula si è era riunita la Conferenza dei capigruppo, che ha deciso di tornare a riunirsi domani, mercoledì. Per regolamento, però, le decisioni prese dalla Conferenza dei capigruppo devono essere immediatamente comunicate all’Aula. Come sarà possibile, se l’Ars dovrà essere riconvocata a domicilio?

Contraddizioni, magari per alcuni di poco conto, ma sostanziali. La conferenza dei capigruppo tornerà a riunirsi domani pomeriggio per cercare di stabilire un calendario realistico per l’approvazione del Bilancio e della Finanziaria che difficilmente potranno essere varati entro il 31 gennaio. In quel caso si renderebbe necessario prolungare l’esercizio provvisorio almeno di un altro mese.

Stamattina è andata deserta la commissione Bilancio che avrebbe dovuto esaminare il ddl Collegato alla finanziaria, con la motivazione che il testo non era ancora stato consegnato ufficialmente perché mancava la relazione tecnica. Ma anche nel pomeriggio la Commissione è rimasta deserta, pur essendo presente l’assessore all’Economia Gaetano Armao. Che cosa succederà nelle prossime ore è difficile dirlo perché non sembra che ci sia un accordo politico complessivo e non certamente per quella “formula” utilizzata da Di Mauro poiché a questo si potrebbe ovviare spedendo una mail a tutti, anche in tarda serata, grazie alle nuove tecnologie.

Le forza politiche sono al lavoro per cercare una mediazione che possa consentire all’Ars di riprendere il ritmo dei lavori d’Aula. Ma fare previsioni in questo frangente è davvero difficile.

LE REAZIONI:

Movimento 5 Stelle: “Ormai siamo alla paralisi. La maggioranza è ostaggio di se stessa, in barba alle aspettative e ai bisogni di siciliani. E meno male che con Musumeci doveva cambiare la musica. La capigruppo – dice il capogruppo Francesco Cappello – è stata rinviata a domani pomeriggio, mentre l’aula a data da destinarsi. I partiti di riferimento di Musumeci non riescono a fare la quadra su come spartirsi le poche briciole della misera torta del “Collegato” e di conseguenza il via libera all’esame di Bilancio e Finanziaria non riesce a partire. L’unica cosa certa è solo la comunicazione del collegato alla stampa”.

PD: “La ‘manovra snella’ che il governo Musumeci doveva approvare ‘fra Natale e Capodanno’ è diventata una raccolta di testi ‘collegati’ soltanto dall’intenzione di sfornare misure da campagna elettorale, in vista delle Europee. E anche se arrivano poco alla volta, sfogliando le prime norme ci accorgiamo che le sbandierate riforme del presidente della Regione si traducono, molto semplicemente, in una moltiplicazione delle poltrone di sottogoverno. Per non parlare dei tagli alle associazioni antimafia ed antiracket, ai teatri ed al mondo della cultura, mentre spunta un finanziamento diretto per un solo ente, la Fondazione Whitaker”.

Lo dicono i parlamentari regionali del PD all’Ars a proposito della manovra economica in esame al Parlamento regionale: “Il governo Musumeci continua a navigare a vista paralizzando l’attività dell’Ars: ogni giorno che passa si avvicina la necessità di una proroga dell’esercizio provvisorio”.

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