Ars, opposizioni all’attacco della manovra finanziaria: presentati 900 emendamenti

Copione già visto all’Ars. Arriva in Aula lo scoglio più difficile da superare, quello della manovra finanziaria, e maggioranza e opposizioni “litigano” sui contenuti a poche ore dalla necessaria approvazione dei documenti finanziari, pena la decadenza dell’assemblea. Gli emendamenti presentati sono circa 900  e per valutarli il presidente dell’Ars ha dato mandato agli uffici di lavorare anche in serata. La legge di stabilità sarà esaminata domani  a partire dalle 11.

Dall’opposizione, soprattutto Pd e M5S, arrivano attacchi più o meno netti: un “mega assegno post datato”, un semplice “post su facebook”, un “libro dei sogni”, “una finanziaria-comunicato stampa”, “il gioco del monopoli”. Il dibattito insomma è come sempre piuttosto vivace, quest’anno forse anche di più considerato che i soldi a disposizione non bastano mai.

Sotto accusa sono le coperture individuate dal governo Musumeci per i 26 articoli della legge di stabilità, che fanno leva sui fondi Poc da riprogrammare: un miliardo e mezzo circa sul cui utilizzo però, hanno sottolineato le opposizioni, manca ancora in via libera dello Stato. Per Antonello Cracolici la manovra serve “solo ad ottenere qualche titolo sui giornali, mentre invece oggi più che mai servirebbero misure strutturali di sostegno alla Sicilia. Giuseppe Lupo di dice preoccupato “per l’insufficienza di alcune misure: penso allo sport, ai soggetti più deboli, alla scuola, all’università, al mondo della cultura ed al settore della sanità. C’è inoltre l’esigenza di precisare cosa si intende con l’espressione ‘fondi extraregionali’, perché un riferimento vago e generico all’interno della manovra può vanificare quanto fatto fino ad ora”.

“Non ci sono fondi in questa manovra”, ha ribadito Nunzio Di Paola (M5s), eccetto 250 milioni, ha evidenziato il capogruppo dei 5stelle Giorgio Pasqua. Per il deputato Francesco Cappello (M5s), “il governo ci sta chiedendo di firmare una cambiale in bianco, perché la manovra è piena di assegni post datati”.

A difendere la legge di stabilità sono stati i capigruppo di Udc e Db, Eleonora Lo Curto e Alessandro Aricò. “Non è il momento delle polemiche, è la migliore manovra che potesse uscire in questo momento e ringrazio le opposizioni per la collaborazione nelle commissioni parlamentari dove è stato fatto da parte di tutti un lavoro col cuore”, ha affermato Aricò. “Ci stiamo comportando da ‘opposizione responsabile”, ha sostenuto Baldo Gucciardi del Pd, mentre Nello Di Pasquale (Pd) ha attaccato il governatore Nello Musumeci: “L’assenza del presidente Musumeci ai lavori d’aula per l’esame della finanziaria è vergognosa; ci saremmo aspettati che il presidente della Regione sentisse l’esigenza di partecipare al dibattito per la finanziaria più importante dal dopoguerra ad oggi”.

Categorie
politica
Facebook

CORRELATI