Pensioni più alte ai deputati? M5S: “Vergogna”. Miccichè: “Da loro un messaggio falso”

Pensioni più alte per i deputati dell’Ars? La miccia che avrebbe dovuto accendere un nuovo caso politico è stata accesa dal Movimento 5 Stelle che parlano di “vergogna”. L’oggetto della discussione è la legge approvata l’anno scorso in assemblea che prevede il calcolo della pensione non soltanto sui contributi versati per l’indennità, ma anche per la diaria.

“È l’ultima vergogna a cui il M5S, ovviamente, si è sottratto – ha detto il capogruppo del M5S all’Ars, Giorgio Pasqua -. Faremo di tutto perché si possa tornare indietro e per questo abbiamo presentato due disegni di legge. Il nuovo meccanismo si traduce in un auto aumento degli assegni. Sappiamo che la stragrande maggioranza dei deputati ha firmato per il ricalcolo dei contributi, sarebbe bene capire se anche Musumeci, che a parole si straccia le vesti per le categorie commerciali in sofferenza per il Covid, lo ha fatto. Sarebbe un fatto inaccettabile. È uno scandalo aumentarsi la pensione in un momento storico in cui parecchi siciliani non riescono a mettere assieme il pranzo con la cena, considerato che nemmeno un euro si è finora visto della Finanziaria regionale, la cosiddetta Finanziaria di guerra”.

Il M5S ha depositato due disegni di legge per mettere ordine alla normativa delle pensioni, facendo confluire i contributi all’Inps o alle altre casse pensionistiche, alle quali versavano in precedenza i deputati, abrogare la norma che consente il calcolo dei contributi su indennità e diaria e tagliare lo stipendio dei deputati dagli attuali 11.100 euro lordi a 8.000 euro.

Il segretario generale dell’Ars Fabrizio Scimè ha precisato. “L’Assemblea regionale con la legge di riduzione dei vitalizi (n. 19/2019) ha previsto che il deputato regionale possa costituire la base di riferimento della propria pensione contributiva versando i relativi contributi sulla intera retribuzione mensile. Tale facoltà concessa dalla legge presuppone, dunque, una domanda da parte del deputato e il versamento a suo carico dei relativi contributi. Si tratta, dunque, di una applicazione anche ai deputati regionali dei principi generali del sistema pensionistico contributivo, come qualunque lavoratore che gode di una pensione contributiva”.

LE REAZIONI: Gianfranco Miccichè presidente dell’Ars: “L’onorevole Pasqua del Movimento 5 Stelle afferma che ‘mentre la gente soffre per il Covid i deputati regionali non perdono occasione per aumentare la loro pensione’. È un messaggio falso e pericoloso. Un anno fa, quando ci siamo tagliati il vitalizio e siamo passati dal sistema retributivo a quello contributivo, abbiamo dato la possibilità a ciascuno dei noi, a proprie spese, di riscattare la parte relativa al contributivo maturata in passato: una cosa logica che diventa quasi un ‘obbligo’ di fronte al taglio del vitalizio. Questa richiesta la abbiamo fatta praticamente tutti, l’avete fatta anche voi del Movimento 5 Stelle, però l’avete ritirata prima di inviare questo comunicato stampa. Dire che ‘ci aumentiamo lo stipendio’ fa crescere l’odio e il distacco fra la gente e questo Parlamento, fra la gente e la classe politica. Io dico le cose come stanno e devo salvaguardare la dignità di questa Assemblea. Quella che voi del Movimento 5 Stelle avete messo in piedi è un’operazione pericolosa, non vi salverete neanche voi”.

Tommaso Calderone, capogruppo Forza Italia all’Ars: “Quello di cui parlano i deputati del M5S è solo un inaccettabile tentativo per speculare sulla rabbia dei cittadini. In malafede, approfittando del momento di crisi economica che stiamo vivendo, hanno pensato bene di cavalcare l’onda del populismo più becero per ottenere quella notorietà ormai da un pezzo perduta. Non c’è nessun aumento di stipendio o di pensioni all’Ars. Tutto è alla luce del sole, secondo quanto previsto dalla legge. Ai colleghi del M5S ricordo che i deputati si limitano esclusivamente a osservarla. Svelo loro il segreto di pulcinella: anche i parlamentari versano i propri contributi, sulla base dell’intera retribuzione mensile. La smettessero quindi di cadere dalle nuvole e fomentare odio. Li invito ad essere più costruttivi in un momento delicato come questo, piuttosto che creare tensione sociale”.

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