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Ars, rapporti tesi tra Miccichè e Musumeci: diplomazie in campo per ritrovare il dialogo

Si è concluso con uno scambio di reciproche “cortesie” tra il presidente della Regione Musumeci e quello dell’Ars Gianfranco Micciché il dibattito sullo stato delle finanze della Regione.

Il presidente della Regione, in conclusione della sua replica, ha fatto venire a galla i malumori che intercorrono tra lui e Miccichè. Il Governatore ha prima attaccato Miccichè, sostenendo che aveva consentito che il dibattito tracimasse su altri argomenti e successivamente è stato ancora più pesante rilevando che il presidente dell’Ars non avrebbe fatto il possibile per garantire un dibattito ordinato. Anzi, lo ha accusato di interferire nella vita politica facendo il capo partito piuttosto che il garante del Parlamento.

Miccichè non ha lasciato cadere il discorso. Nel chiudere la seduta ha sottolineato che lui è stato sempre imparziale nella conduzione dei lavori parlamentari e che sempre, sia lui che il vice presidente Di Mauro, hanno dato la possibilità ai deputati di potere esprimere liberamente le loro osservazioni, anche se a volte non direttamente attinenti al tema trattato.

Miccichè non ha nascosto la sua amarezza, anche perchè Musumeci è andato giù duro quando ha sottolineato che l’assessore all’Economia Gaetano Armao (Miccichè ne aveva sollecitato il “licenziamento” dalla Giunta) gode della sua fiducia ed anche di quella del presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi.

Se ce ne fosse stato bisogno è stata la dimostrazione plastica della mancanza di dialogo che da tempo contraddistingue i due vertici della vita politica siciliana. La situazione, così per come si è manifestata a Sala d’Ercole, sarebbe al limite della rottura ma – come esperienza insegna – è sempre da questo punto che si ricomincia per risalire la china. Già nelle prossime ore, supponiamo, le diplomazie cominceranno a tessere la tela affinché Musumeci e Miccichè possano tornare a parlarsi e – soprattutto – ad occuparsi insieme dei problemi della Sicilia.

 

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