Ars, situazione finanziaria della Regione: le opposizioni all’attacco di Musumeci

Il dibattito all’Ars sulla situazione finanziaria della Regione è finalmente andato “in onda” dopo tanti rinvii. E si registra la sorpresa, raccontata dal vicepresidente Giovanni Di Mauro, che nel suo intervento ha rivelato che tra i debiti fuori bilancio che il governo Musumeci ha inserito in un disegno di legge trasmesso all’Ars e all’esame della commissione Bilancio, c’è una voce pari a 96 milioni di euro: li chiede l’Istituto di previdenza per obbligazioni non versate dalla Regione.

Il dibattito è stato aperto dalla relazione del presidente della Regione Musumeci: “Per sapere l’esatta quantificazione del disavanzo dobbiamo aspettare la parifica del rendiconto 2018 prevista il 13 dicembre. Occorrerà, allora, comprenderne gli effetti”. Musumeci ha fatto una lunga relazione, concentrandosi sul disavanzo, quantificato dal governo in circa 7 miliardi di euro, e sulla questione dei residui attivi e passivi. Il governatore ha sottolineato che si è ritrovato a dover gestire una situazione finanziaria pesante e determinata dalle scelte compiute dal precedente governo Crocetta, in particolare sulla reimputazione dei residui. Stiamo lavorando alla prossima sessione di bilancio, ma come comprenderebbero anche le pietre, si dovrà fare ricorso per 60 giorni all’esercizio provvisorio. Ho letto che la situazione finanziaria della Regione è prossima al precipizio: non è così”, ha aggiunto il Governatore citando l’ultimo bollettino di Moody’s, l’agenzia che ha confermato il rating Ba1.

Il presidente dell’Antimafia regionale Claudio Fava ha rilevato che “il rating Ba1 alla Regione non è un premio al suo governo, Moody’s lo assegna da sei anni: questo giudizio è fermo dal 2013. La sua relazione non serve a dissipare i dubbi. Lei deve dire cosa il suo governo intenda fare in modo strutturale. Prendersela con i titoli allarmistici dei giornali e spacciare il rating Ba1 come un premio o un salvacondotto tacendo che quel bollino, sempre lo stesso dal 2013, ci confina in zona retrocessione (highly speculative…), è un modo furbo e reticente per affrontare il disavanzo di 8 miliardi nel bilancio della Regione siciliana. Ci aspettavamo dal presidente Musumeci proposte e misure concrete, da un censimento delle partecipate regionali per capire quali liquidare a una spending review vera, capace di tagliare la ricostruzione dei borghi fascisti e le spese per le fiere equine a Militello. Sono arrivate solo parole autoassolutorie”.

Giuseppe Lupo, capogruppo Pd all’Ars: “Il Presidente della Regione ha fornito cifre, ma erano cifre sbagliate. E soprattutto non ha risposto sui punti più critici che abbiamo evidenziato: 142 milioni di euro bloccati durante l’approvazione della legge di stabilità ed altri quasi 400 milioni di euro di disavanzo. Da mesi continua a nascondere la polvere sotto il tappeto. Siamo alla paralisi politica, legislativa ed amministrativa, il risultato di questa situazione è sotto gli occhi di tutti: l’Ars non è nelle condizione di poter approvare neppure un euro di spesa ulteriore. Ed a pagarne le conseguenze sono migliaia di lavoratori e cittadini che aspettano risposte. Le vere responsabilità sono di chi governa la Sicilia non da un giorno, ma da ben 2 anni: la coalizione guidata dal presidente Musumeci”.

Il deputato del Pd Antonello Cracolici: “Il presidente Musumeci ha dimostrato tutta la sua inadeguatezza. Ha continuato a scaricare la colpa ‘sugli altri’ raccontando la favola del ‘lupo cattivo’, ma ormai non ci crede più neppure Cappuccetto rosso”.

Francesco Cappello, capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Ars: “La relazione di Musumeci? Un lungo, estenuante trattato sul nulla. La verità è che la Regione non sa come uscire dal tunnel in cui si è infilata e ora brancola nel  buio. Basta col rifugiarsi sotto l’ombrellone delle responsabilità da attribuire ai precedenti governi, la verità è che il governo Musumeci non sa dove andare a parare. Quali sono le azioni che ha in programma? Cosa possiamo andare a raccontare agli anziani, ai disoccupati, ai giovani con la valigia in mano, pronti a lasciare la Sicilia in cerca di un futuro, ai turisti, al cospetto dei quali, abbiamo perso la faccia, a causa della montagne di rifiuti che li accolgono nelle nostre città? Nulla, assolutamente nulla. L’unico successo  di cui Musumeci va orgoglioso è avere lanciato lo stemma della Regione nello spazio. Ricordiamo  al presidente che i siciliani aspettano con ansia  il suo primo successo sulla terra”.

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