Art. 31, Bartolozzi: “Subito le norme di attuazione, non serve revisione costituzionale”

Sull’articolo 31 dello Statuto della Regione siciliana il dibattito tra i favorevoli e i contrari è ancora molto acceso. C’è chi ironizza sulla richiesta avanzata da Musumeci e la sua giunta e chi invece ritiene corretto emanare subito le norme di attuazione.

Giusi Bartolozzi, deputata di Forza Italia che si è battuta perchè i fondi europei destinati al Sud non prendessero altre strade, è tra i favorevoli e prova a fare chiarezza sulle tante interpretazioni, sottolineando che non occorre alcun procedimento di revisione costituzionale per dare attuazione all’art 31 dello statuto della regione Siciliana .

“E’ fuori dubbio – scrive Bartolozzi – che la funzione di provvedere al mantenimento dell’ordine pubblico nel territorio della Regione Siciliana è attribuita dall’art. 31 dello Statuto siciliano (di rango costituzionale) al Presidente della Regione, nella qualità di organo dello Stato. Questa previsione statutaria non è mai stata applicata per la mancata emanazione delle relative norme di attuazione da parte della Conferenza paritetica prevista all’articolo 43 dello statuto. E la Corte Costituzionale ha più volte chiarito che lo stesso articolo, pur essendo anteriore alla Costituzione repubblicana, è pienamente in vigore”.

“Considerato lo stato di emergenza, il Presidente Musumeci ne ha proposto l’attuazione con specifico riferimento agli strumenti necessari per affrontare con efficacia e tempestività le situazioni di emergenza correlate al territorio regionale che possano determinare refluenze sull’ordine pubblico, la sanità e la sicurezza. Quanto al procedimento da adottarsi, nelle regioni a statuto speciale, le norme di attuazione non passano da un voto del parlamento italiano, ma dalla Commissione paritetica Stato Regione, composta da membri designati in misura uniforme dal governo centrale e dalla Regione”.

Quanto ai provvedimenti attuativi, il decreto di Attuazione Statutaria è un decreto legislativo, con il quale vengono pubblicate le norme di attuazione delle regioni italiane a statuto speciale deliberate dalle Commissioni paritetiche Stato-Regione, e promulgato dal Presidente della Repubblica. Secondo la ricostruzione dei costituzionalisti, i decreti di attuazione degli statuti sono fonti normative di livello inferiore alla legge costituzionale con cui sono emanati e modificati gli Statuti, ma hanno tuttavia una forza e valore superiore a quello delle leggi ordinarie, disponendo norme di indirizzo per il legislatore, in questo caso regionale. Dal punto di vista formale si presentano con il carattere di decreti legislativi mentre in un primo tempo erano decreti del Presidente della Repubblica, con la caratteristica di assenza della delega preventiva del Parlamento tramite una legge in senso formale. Una procedura specifica regola la loro emanazione: sono, quindi, approvate dal Governo, ma necessitano di una istruttoria e proposta di una commissione paritetica.

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