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Assenteismo all’Assessorato alla Sanità, partiti i primi licenziamenti

Dopo lo scandalo assenteismo scoppiato all’assessorato alla Sanità della Regione Siciliana nel novembre 2018, arrivano le prime sanzioni: tre lettere di licenziamento sono partite dal dipartimento Funzione pubblica e personale all’indirizzo di altrettanti dipendenti coinvolti nell’inchiesta portata avanti dalla Guardia di Finanza e altre due sarebbero in arrivo.

Si tratta di licenziamenti senza preavviso, che arrivano in base all’articolo 55 quater del testo unico sul pubblico impiego: una norma che prevede il licenziamento per giusta causa in caso di falsa attestazione della presenza in servizio.

Il blitz delle fiamme gialle negli uffici dell’assessorato di piazza Ottavio Ziino, a Palermo, il 27 novembre scorso, portò alla luce “una consolidata prassi di assenteismo ingiustificato realizzata attraverso un andirivienei di dipendenti pubblici che, in completa autonomia, gestivano i loro turni di servizio con presenze fittizie debitamente e furbescamente certificate”, come sostenuto dagli investigatori. Gli indagati nell’inchiesta furono 42.

I ‘furbetti del cartellino’, tramite lo scambio dei badge e l’utilizzo dei pc aziendali, sarebbero riusciti “in modo sistematico ad attestare false presenze”. Molti dipendenti, infatti, nonostante risultassero in servizio, “erano soliti recarsi a lavoro con circa tre ore di ritardo, occuparsi di faccende private quali la spesa o il parrucchiere”. In alcuni casi raggiungevano a che località fuori Palermo. Le fiamme gialle hanno scoperto il tutto attraverso pedinamenti e microspie.

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