Assolti l’ex deputato Pd Gaspare Vitrano e Mario Bonomo: primo grado ribaltato

L’ex deputato regionale del Pd, Gaspare Vitrano, è stato assolto in appello dall’accusa di induzione indebita. E’ stata dunque ribaltata la sentenza di primo grado con la quale l’uomo politico era stato condannato a sette anni per concussione, reato poi derubricato.

Assolti anche i due coimputati Mario Bonomo, ex coordinatore del partito Alleati per la Sicilia che aveva avuto 6 anni e suo nipote Marco Sammatrice, che ne aveva avuti 4 e mezzo.

Vitrano, difeso dagli avvocati Fabrizio Biondo e Vincenzo Lo Re, fu arrestato a marzo del 2011 e costretto a lasciare la carica. Secondo l’accusa, avrebbe intascato una mazzetta di diecimila euro da un imprenditore del fotovoltaico. In carcere finì anche Piergiorgio Ingrassia che ha poi patteggiato ammettendo le sue responsabilità e raccontando ai pm la sua verità, sostenendo che era stato costretto a estorcere il denaro all’imprenditore da Vitrano e che a sua volta era stato lui stesso vittima di una concussione commessa dallo stesso Vitrano e da Bonomo.

Nella ricostruzione dell’ingegnere venne fuori che Vitrano e Bonomo erano soci di fatto di due società: l’Enerplus 2010 e la Enerplus srl . Le due imprese, che avevano moltiplicato il loro valore dopo aver ricevuto l’autorizzazione a costruire due impianti fotovoltaici, erano state vendute per 5 milioni. Secondo Ingrassia, gli imputati avrebbero preteso da lui parte del denaro ricavato con la vendita. I fondi sarebbero stati versati in due conti svizzeri: uno di Ingrassia e l’altro di Marco Sammatrice, nipote di Bonomo, anche lui oggi assolto.

Completamente diversa la ricostruzione della difesa di Vitrano che ha dimostrato che Ingrassia era socio di fatto del deputato Pd e di Bonomo e che per questo avrebbe dovuto dividere con loro i soldi della vendita milionaria delle Enerplus, cosa che, per i legali, non ha mai fatto. Ingrassia, dunque, si sarebbe tenuto quasi tutto il ricavato dell’affare e avrebbe finto di essere vittima di concussione.

Caduta anche l’accusa relativa alla presunta mazzetta di 10mila euro per cui il parlamentare era stato arrestato. I difensori del politico hanno dimostrato che il denaro spettava a Ingrassia come mediatore per aver fatto ottenere lavori a Correro. Poiché l’ingegnere doveva a Vitrano i soldi incassati con la vendita delle due società Enerplus, aveva stabilito che Correro avrebbe versato la commissione che gli spettava al deputato a compensazione del debito che aveva nei suoi confronti.

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