Assolto Giovanni Guzzardo. “Non è lui che ha fatto sparire l’amico Santo Alario”

Era accusato di avere ucciso l’amico e per questo era finito sotto processo con la richiesta dell’ergastolo da parte del pm Eugenio Faletra ritenendo sussistenti gli indizi di colpevolezza. Ma mancava sia il movente e soprattutto il corpo dello scomparso e così il Gup di Termini Imerese (Palermo), Stefania Gallì, ha assolto Giovanni Guzzardo dall’accusa di avere ucciso il suo amico Santo Alario, sparito il 7 febbraio 2018 all’età di 42 anni e mai più ritrovato.

Il giudice ha ritenuto di non avere elementi sufficienti, per quello che ha i contorni di un film giallo, per condannare l’imputato, difeso dagli avvocati Nino Zanghi e Vincenzo Lo Re.

Alario e Guzzardo si erano allontanati insieme da Capaci (Palermo), spostandosi nelle campagne della provincia e passando anche da Ventimiglia di Sicilia (Palermo), sulla Panda dell’imputato. Durante il viaggio, Alario aveva mandato diversi videomessaggi alla compagna, descrivendo il paesaggio e assicurando che la sera sarebbe tornato in città.

I due uomini, invece, erano spariti nel nulla, la macchina era stata ritrovata vuota alcuni giorni dopo, non lontano dalla diga Rosamarina. Solo tre mesi dopo gli investigatori avevano rintracciato Guzzardo, che si nascondeva in un casolare nelle campagne di Montemaggiore Belsito. Nel posto era stato rinvenuto un fucile, che per l’accusa sarebbe stata l’arma con cui si sarebbe sbarazzato di Alario. Gli accertamenti del Ris avrebbero però escluso che quel fucile fosse stato usato di recente. Oggi l’assoluzione e il ritorno a casa.

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