Autonomia differenziata. Musumeci: “Non la temiamo, vogliamo il fondo perequativo”

Prosegue il dibattito più o meno acceso su una delle questioni che sta mettendo in crisi il governo nazionale gialloverde: l’autonomia differenziata.

Su questo argomento è stato chiesto un parere al presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci: ”Se noi chiediamo la piena applicazione del fondo perequativo e delle regole che ne disciplinano l’uso, le regioni del Sud non hanno nulla da temere. Dobbiamo semmai chiederci se siamo pronti ad applicare l’autonomia nel Mezzogiorno in una cornice di responsabilità. Finora, almeno in Sicilia, l’autonomia è stata quella dei privilegi e invece per diventare produttiva ed essere efficace deve essere colta come una straordinaria opportunità per accorciare le distanze con le regioni del Nord”.

Secondo il governatore non è cambiato nulla dal 1946 ad oggi. “Siamo ancora l’ultima regione d’Italia – ha detto Musumeci – lo eravamo nel ’46 quando è cominciata la vicenda dell’autonomia. Non ha funzionato il modo in cui è stata applicata mentre ora dobbiamo concepire l’autonomia in una cornice di responsabilità e non di privilegi. Non abbiamo nulla da temere dal regionalismo differenziato delle regioni del Nord a patto che l’Italia sia, come dice Mattarella, una comunità coesa e solidale e per esserlo non è possibile che le regioni ricche debbano diventare sempre più ricche e quelle povere debbano restare tali. Serve un fondo perequativo che per un certo periodo di tempo debba consentire alle regioni del Sud di accorciare le distanze con il Nord”.

Proprio questo è il punto cruciale: Al momento le regioni del nord si beccano circa 64 miliardi di euro in più sottraendole alle regioni meridionali e questo gap, se non ci saranno degli aggiustamenti al testo in esame, è destinato ad allargarsi, altro che perequazione.

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