Bagheria, il racconto degli orrori: “Da mesi volevo ucciderla, mi maltrattava”

La confessione di Maria Francesca Castronovo, arrestata insieme a due extracomunitari perché accusata di avere ucciso la zia Angela Maria Corona (LEGGI QUI I DETTAGLI DELLA NOTIZIA), è piuttosto forte. Ai carabinieri che hanno raccolto le sue testimonianze sul perchè dell’omicidio – peraltro brutale nelle modalità di esecuzione – la ragazza di 29 anni ha fatto un racconto raccapricciante.

“Mia zia mi ha sempre maltrattato. Sin da bambina mi faceva mangiare gli scarafaggi, mi faceva lavare i denti dopo aver bagnato lo spazzolino nell’acqua del water”. E la decisione di uccidere Angela Maria sarebbe stata pensata per alcuni mesi.

La Castronovo è ancora in ospedale dove sta curando le ustioni provocate dall’acqua bollente che le avrebbe lanciato addosso la zia al culmine dell’ennesima lite. Non avrebbe assistito all’omicidio e avrebbe visto il cadavere della zia soltanto dopo il delitto. Dal suo letto di ospedale ha indirizzato gli investigatori sul luogo in cui trovare il cadavere della zia.

Dalla affermazioni dell’avvocato della Castronovo, Francesca Maria D’Amico, emege anche un altro dettaglio inquietante. Dopo il delitto la Castronovo avrebbe cercato il suicidio. “La mia assistita – dice l’avvocato D’Amico – ha collaborato con gli inquirenti aiutando i carabinieri a ritrovare il corpo. Si sarebbe pentita di avere ucciso la zia tanto da tentare il suicidio”. Una storia ancora da approfondire ma ugualmente raccapricciante. La Castronovo avrebbe chiesto di essere uccisa ad uno dei due giovani extracomunitari arrestati con l’accusa di essere gli esecutori materiali. Una bombola di gas e una tanica di benzina sarebbero state messe in un’auto con la donna dentro. Fortunatamente il fidanzato della donna, come ha raccontato la nipote ai militari, è riuscita a liberarla prima dell’esplosione. Tutto è avvenuto vicino al cimitero di Bagheria. Le ustioni sul corpo sono provocate dal rogo. Per la donna e i suoi presunti complici, il procuratore di Termini Imerese, Ambrogio Cartosio, ed il sostituto Daniele Di Maggio, che coordinano le indagini, hanno chiesto ed ottenuto dal gip la custodia cautelare in carcere. Gli interrogatorio di garanzia si terranno lunedì.

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