Ballottaggi: tutti contenti, come al solito. Ma alle Europee non basterà parlare alla “pancia”

Sembra assolutamente fuori registro l’esultanza del capo dei 5 Stelle, Luigi Di Maio. Tutto sommato, su cinque comuni andati al ballottaggio, i grillini hanno vinto a Caltanissetta e Castelvetrano. A Gela, la maggiore città chiamata al voto, ha vinto la lista ispirata da pezzi di Forza Italia e del Partito democratico. La propaganda politica è fatta così: enfatizzare la vittoria e minimizzare la sconfitta.

Ma non è con questo tipo di propaganda che si vinceranno le elezioni europee, anche perché ogni partito gioca per sé e non ci saranno alleanze né alla luce del sole né sottobanco, come è avvenuto ai ballottaggi disputati ieri. Perché non ci sono stati apparentamenti ufficiali, ma sottobanco gli accordi ci sono stati lo stesso. Anzi, è inesatto dire che non ci sono stati apparentamenti, anche se dai quotidiani è sembrato così.

A Gela, per esempio, con il leghista Spata si è alleato con Melfa, mentre a Monreale Gambino si è apparentato con Arcidiacono, che ha vinto. Sarebbe bastato fare cinque telefonate per dare un’informazione più completa.

Il 26 maggio si voterà per rinnovare il Parlamento europeo. In questi ultimi giorni abbiamo sentito “castronerie” inimmaginabili. Per esempio, non può candidarsi chi ha un patrimonio di 10 milioni di euro; i magistrati che dovessero candidarsi, dovrebbero chiedere l’aspettativa non retribuita – e questo sembra giusto – ma se non eletti o a fine mandato, non potrebbero tornare a fare il loro lavoro per 24 mesi. Una violazione della Costituzione senza precedenti, in materia di elettorato attivo e passivo. Ammesso che un magistrato dovesse riuscire a farsi eleggere, durante il mandato potrebbe – lo diciamo come iperbole – essere “tentato” ad accettare mazzette, perché per i due anni successivi alla scadenza del mandato, dovrà pure potere campare.  A parte il fatto che in democrazia tutti i cittadini devono avere le stesse opportunità – per i magistrati sono previste regole piuttosto rigide – per candidarsi a rappresentare il popolo.

Creare regole ad hoc per impedire ai magistrati di partecipare alla vita politica, sarebbe un grave errore. Ma il Movimento 5 Stelle è il partito della “decrescita felice”: meno guadagniamo più dovremmo essere contenti. Ma verrebbe meno il principio della competizione e della meritocrazia.

Non è che siano meno cervellotiche le proposte che il leader della Lega, Matteo Salvini, intende inserire nel decreto sicurezza bis, come il divieto per i barconi e le navi delle onlus a varcare le acque territoriali italiane. Inoltre, dovrebbe essere pagata una multa di 5,500 euro per ogni migrante salvato dalle onlus. Un povero disgraziato che cerca di scappare dalla guerra o dalla fame, insomma, vale pochi spiccioli.

M5S e Lega cercano ancora di parlare alla pancia della gente, facendo emergere gli istinti peggiori. La società italiana, invece, ha bisogno di essere pacificata. Pace che non c’è più stata… dalla fine della seconda guerra mondiale.

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