Bancarotta Tecnis, patteggiano gli imprenditori Mimmo Costanzo e Concetto Bosco

Per gli imprenditori Mimmo Costanzo e Concetto Bosco, il procedimento relativo alla bancarotta della “Tecnis” si chiude con il patteggiamento: lo ha stabilito per loro e altri due imputati il Gup di Catania, Simona Ragazzi.

Mimmo Costanzo e Concetto Bosco patteggiaano, rispettivamente, tre anni e otto mesi e 4 anni di reclusione per la vicenda. Con la stessa formula, vengono condannati a tre anni e quattro mesi Orazio Bosco (fratello di Concetto) e a due anni di reclusione Gaspare Di Paola. Con la sentenza, il Gup ha anche disposto la restituzione dei beni ancora sequestrati ai commissari liquidatori della società.

Il procedimento scaturiva dalle indagini della Guardia di Finanza di Catania, sfociate il 21 febbraio del 2020 nella operazione denominata “Arcot” e in cui vennero eseguiti quattro arresti il sequestro di beni per circa 94 milioni. Il pm Carmelo Zuccaro a suo tempo aveva definito “predatoria” l’attività compiuta dagli imprenditori che gestivano l’azienda, di fatto resa insolvente (secondo la Procura) con il passare degli anni.

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