Bankitalia, in Sicilia il tasso d’occupazione è fermo al 41%: “Dato preoccupante”

In Sicilia la pandemia ha avuto un forte impatto sul mondo del lavoro e sui redditi. Secondo il rapporto sull’economia dell’Isola di Bankitalia, un “dato di fondo preoccupante”, per usare le parole del direttore Pietro Raffa, è il tasso di occupazione per gli individui tra i 15 e i 64 anni, che è rimasto sostanzialmente stabile al 41,0% (58,1% il dato italiano).

Dopo la drastica diminuzione dei livelli occupazionali nel secondo trimestre in Sicilia, la ripresa delle attività nei mesi estivi e le minori restrizioni adottate in autunno hanno permesso un parziale recupero del numero degli occupati. Tra i settori, il contributo più consistente al calo dell’occupazione è pervenuto dai servizi: il numero degli occupati è diminuito in particolare per alberghi e ristoranti e nei servizi collettivi e personali, comparti che sono stati maggiormente interessati dagli effetti della crisi pandemica.

Si è ridotto in misura maggiore il numero dei lavoratori che svolgevano l’attività a tempo pieno. Il numero di ore lavorate ha registrato un eccezionale calo (-10,2%) e si è osservato il valore minimo dall’anno di disponibilità del dato a livello regionale, il 2004.

Inoltre, le conseguenze della pandemia sui redditi sono state intense e aumentano i nuclei familiari esposti al rischio occupazionale perché il loro reddito proviene solo da lavoro dipendente e a tempo determinato. Il reddito disponibile delle famiglie siciliane, che in termini pro capite è pari a meno di tre quarti di quello medio italiano, si è ridotto, rispetto all’anno precedente, di circa il 2,7 % a prezzi costanti, come nella media italiana.

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