Barcellona, Giada piange il marito: “Non doveva essere lì. Ho sentito il boato, e la paura…”

“Quando ho sentito il boato ho avuto paura, un sesto senso”. Giada, la moglie di Giuseppe Testaverde, una delle cinque vittime della strage di Barcellona Pozzo di Gotto, è disperata, non si dà pace, rivive l’incubo di quella esplosione, le sue emozioni, le sue paure fino al momento della tragica verità.

Suo marito è morto in quell’esplosione. Suo marito che era lì per chissà quale brutto scherzo del destino perchè Giada racconta che Giuseppe non doveva essere lì e che “forse l’hanno chiamato per una emergenza”. “L’ho accompagnato nella sede della ditta per cui lavorava – ricostruisce la vedova – e mi ha detto ‘ci vediamo questa sera’. Sul letto ho ancora i suoi vestiti per la cena a cui saremmo dovuti andare al suo rientro”.

Un dramma familiare da raccontare ai figli. Come si fa a trovare le parole? Come si fa a dire a un figlio che il padre non tornerà più? Il padre che tanto amava la famiglia e che lavorava più che poteva per non fare mancare nulla. “I miei figli ancora non sanno nulla, uno fa il compleanno tra pochi giorni e non so come dirglielo – dice la donna -. Andava a lavorare anche per 20 euro al giorno e non guardava sabato, domenica, festivi per non farci mancare nulla. Non lo so che faremo, è uno strazio“.

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