Belice, 54 anni dal terremoto: Musumeci incontra i sindaci per i progetti da finanziare

Tra il 14 e il 15 gennaio di 54 anni fa una serie di forti scosse di terremoto sconvolse la vita della Valle del Belice, una vasta area della Sicilia Occidentale compresa tra le province di Trapani, Agrigento e Palermo. Una ventina i centri coinvolti nel sisma, alcune scosse furono avvertite fino al capoluogo siciliano e a Pantelleria. Una catastrofe che ha anche cancellato definitivamente alcuni Paesi. Furono circa trecento i morti, circa cinquecento i feriti (anche se i numeri nelle cronache dell’epoca non sempre corrispondono), molte decine di migliaia gli sfollati.

Il presidente della Regione, Nello Musumeci, a distanza di 54 anni dal terremoto, ha incontrato i sindaci del Belìce che ora potranno presentare alla Regione, entro il 20 gennaio, i progetti cantierabili per ottenere i dieci milioni di euro già stanziati dal governo Musumeci per la realizzazione di infrastrutture pubbliche.

I Comuni interessati sono: Bisacquino, Campofiorito, Camporeale, Chiusa Sclafani, Contessa Entellina, Corleone, Giuliana, Monreale e Roccamena, nel Palermitano; Calatafimi Segesta, Gibellina, Partanna, Poggioreale, Salaparuta, Salemi, Santa Ninfa e Vita, in provincia di Trapani; Menfi, Montevago, Sambuca di Sicilia e Santa Margherita di Belice, nell’Agrigentino.

“Le risorse, già destinate lo scorso anno – dice Musumeci – ci sono ed è stato completato l’iter amministrativo per renderle disponibili. Adesso bisogna procedere con una sollecita ricognizione dei progetti in possesso dei singoli Comuni. Prosegue, quindi, l’impegno del governo regionale per valorizzare un territorio che, a distanza di oltre mezzo secolo, porta ancora le ferite di quel tragico evento. Ci aspettiamo, inoltre, che anche il governo centrale faccia la propria parte, quella più cospicua, per la realizzazione di infrastrutture pubbliche che la comunità del Belice attende dal 1968”.

Nello specifico, potranno essere proposti investimenti per opere dotate di progettazione di livello almeno definitivo. Gli investimenti dovranno essere privi di copertura finanziaria per il loro valore complessivo o per una quota parziale. I sindaci dovranno trasmettere alla Presidenza della Regione, entro il 20 gennaio, l’elenco dei progetti per la realizzazione di opere pubbliche, anche per adeguamento, rifunzionalizzazione e ristrutturazione di impianti, edifici e opere esistenti.

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