Bellolampo: sesta vasca chiusa dal 25 luglio. Randazzo (M5S): “Norata si dimetta”

La discarica di Bellolampo si avvia alla chiusura, in quanto la Sesta Vasca, che era stata interessata dai lavori di ampliamento al fine di prolungarne la vita utile, ha definitivamente esaurito i volumi complessivamente autorizzati.

A darne comunicazione l’Amministratore Unico di Rap Giuseppe Norata.

“A seguito degli ultimi rilievi volumetrici eseguiti e considerati i quantitativi in ingresso degli ultimi giorni, si è accertato che la definitiva chiusura avverrà in data 25 luglio, contrariamente a quanto precedente stimato (22 luglio). I rilievi aggiornati hanno infatti consentito di riscontrare una disponibilità di circa 2000 mc residuali di volumetria utile per l’abbancamento. In data odierna – ha concluso Norata – l’azienda ha provveduto a comunicare l’esaurimento della VI vasca alla Regione e a tutte le istituzioni interessate”.

La Rap, nelle more della realizzazione della settima Vasca e come da decreto regionale, è pronta per trasferire il sopravaglio del TMB (trattamento meccanico-biologico) presso altri impianti siciliani di smaltimento finale (OIKOS, SICULA, TRASPORTI E CATANZATO COSTRUZIONI) con capacità residuale tali di ricevere i rifiuti di Palermo.

Antonino Randazzo, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, su Facebook ha scritto che “da lunedì prossimo i rifiuti indifferenziati di Palermo trattati dal TMB viaggeranno fra Catania e Siculiana con un aggravio di costi per il 2019 fra trasporto e smaltimento di circa 10-12 milioni di euro. Altre ipotesi si ritengono non percorribili oltre che non condivisibili anche per questioni ambientali come l’idea del Dott. Norata di stoccare presso il piazzale di Bellolampo circa 20.000 ecoballe nei prossimi 3 mesi così come prevedere di abbancare ecoballe in una cava di Altofonte abbandonandole lì a tempo indeterminato”.

“Oneri aggiuntivi cui il Comune di Palermo ha deciso di non farsi carico – ha aggiunto Randazzo – e che l’amministratore unico della Rap non ha preteso assumendosi un grande rischio con la conseguenza che andrà tutto ad aggravare nei conti già precari della società RAP SPA che ricordiamo nel 2018 ha già chiuso con una perdita di 12 milioni di euro e rischia con questi ulteriori costi di andare presto in sofferenza perché le discariche private non accettano dilazioni di pagamento e dovranno essere pagate tempestivamente alla scadenza delle fatture. Basterebbe già questo per chiedere le dimissioni del Presidente Norata”.

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