Bernardette Grasso ascoltata in commissione bilancio perequazione necessaria

Bernadette Grasso: “Il numero dei dipendenti regionali è nella media nazionale” 

Qualche giorno fa, in occasione della pubblicazione da parte della  sezione Autonomie della Corte dei conti sulla spesa per il personale degli enti territoriali nel triennio 2015-2017 e diffusi dal Centro Pio La Torre, avevamo constatato che, come al solito, si davano dei dati distorti sul numero dei dipendenti regionali paragonandoli in maniera errata, alla Lombardia.

Adesso interviene l’assessore alla Funzione pubblica e alle Autonomie locali, Bernardette Grasso, che evidenzia questi numeri non esatti proprio perchè la Regione Sicilia gestisce servizi che nelle regioni a statuto ordinario sono gestiti dallo Stato.

“I dati relativi ai dipendenti della Regione Siciliana – spiega Grasso – vanno letti in una chiave diversa, in relazione a diversi fattori e anche al confronto con le altre regioni. In primo luogo, come ha giustamente evidenziato il Presidente Musumeci, il nostro governo ha purtroppo ereditato una grave situazione sul fronte del personale: dipendenti con un’età media elevata e relativa carenza di profili adeguati alle esigenze di una pubblica amministrazione moderna. Una situazione che noi stessi abbiamo più volte denunciato e sulla quale il Governo Musumeci è prontamente intervenuto fin dal giorno dell’insediamento, invertendo la rotta e operando per valorizzare, formare e riorganizzare la forza lavoro della nostra regione, troppo spesso denigrata”.

Poi il punto dell’assessore sul dato dei dipendenti: “Tengo a precisare che il dato relativo ai dipendenti regionali siciliani è in media con quello nazionale: per 10.000 residenti la Regione Siciliana conta, infatti, 539,7 dipendenti pubblici, a fronte dei 535,7 che si registrano nel resto del Paese (Elaborazione su dati della Ragioneria Generale dello Stato – Conto Annuale e Istat – 2016). Ribadisco inoltre che il suddetto dato va letto ricordando che la Sicilia è una regione a statuto speciale e i suoi dipendenti pubblici gestiscono servizi che nelle regioni a statuto ordinario sono gestiti dallo Stato, con dipendenti pagati dallo Stato. Non si tratta di un elemento marginale, se pensiamo che fra i servizi per il lavoro, il settore per i beni culturali, le motorizzazioni civili e il Corpo forestale, solo per fare qualche esempio, si arriva a circa 6.000 unità. L’esortazione ad una lettura dei dati corretta e completa nasce, quindi, – conclude Grasso – dall’esigenza di evitare che, ancora una volta, la nostra Sicilia venga additata e dipinta tramite stereotipi riduttivi e facili generalizzazioni e che il lavoro dei nostri dipendenti venga ingiustamente mortificato. Questo non possiamo più accettarlo!”.

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