Blitz antimafia a Palermo: le reazioni della politica, delle istituzioni e della società civile

Il blitz antimafia eseguito a Palermo (QUI i dettagli) ha suscitato molti commenti e reazioni della politica e della società civile in generale, che plaudono all’operato delle forze dell’ordine e vedono nell’operazione un rinnovato e ulteriore segnale di impegno dello Stato contro la criminalità organizzata ma anche un segnale di speranza per il tessuto imprenditoriale cittadino.

Leoluca Orlando (sindaco di Palermo) – “Esprimo un forte apprezzamento all’Arma dei Carabinieri, alla Polizia di stato e ai magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia, che in una brillante operazione congiunta hanno smantellato una fitta rete di estorsioni a Brancaccio e a Ciaculli. L’operazione, inoltre, è la conferma che la mafia non governa più la città e che le forze dell’ordine sono sempre pronte ad intervenire ogniqualvolta ‘cosa nostra’ prova a rialzare la testa. Per questo bisogna continuare a non abbassare la guardia e rafforzare, non solo con azioni di repressione, sempre più quel cambiamento culturale che ha contraddistinto in questi anni la città”.

Igor Gelarda (capogruppo Lega a Palazzo delle Aquile) – “Complimenti alla magistratura e alle forze dell’ordine per l’ennesima brillante operazione che colpisce le attività e i tentativi di riorganizzazione della criminalità organizzata a Palermo. L’operazione di oggi, conferma però che occorre non lasciare spazi alla criminalità organizzata e, da questo punto di vista, l’inerzia e l’inefficienza dell’amministrazione comunale sul nuovo cimitero hanno evidentemente acceso interessi criminali. Se il Comune, è colpevolmente assente, si lasciano spazi alla mafia e alla sua capacità di investire capitali, dando l’impressione che i clan possano risolvere i problemi che l’amministratore comunale non sa affrontare”.

Patrizia Di Dio (presidente di Confcommercio Palermo) – “L’ennesimo successo di Polizia e Carabinieri, a cui va il nostro plauso, è una straordinaria iniezione di fiducia e conferma il costante impegno dello Stato a difesa della legalità e dell’economia reale. È impensabile che ancora oggi una parte del tessuto imprenditoriale di Palermo sia ancora ostaggio della criminalità mafiosa che pensa di poter imporre la propria autorità con il metodo della violenza e delle minacce. L’unica strada percorribile, da parte degli imprenditori, è quella di continuare a denunciare le pressioni mafiose, solo così potremo agevolare il lavoro di magistrati e forze dell’ordine e alimentare quel circolo virtuoso che negli ultimi anni ha permesso di ottenere importanti successi. Gli arresti di oggi ci danno rinnovata speranza di potere estirpare questi episodi criminali dalla realtà economica e sociale della nostra città”.

Vittorio Messina (presidente regionale di Confesercenti) – “Un sentito ringraziamento all’Arma dei carabinieri, alla Polizia di Stato e ai magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia, che con una brillante operazione  hanno smantellato una fitta rete di estorsioni svelando un progetto criminale che interessava Brancaccio e a Ciaculli. Confesercenti Sicilia pronta a costituirsi parte civile nel processo. Neanche le conseguenze nefaste della pandemia sugli affari degli imprenditori hanno arrestato gli appetiti delle famiglie mafiose che hanno continuato a pretendere il pizzo. Questa vicenda conferma la qualità delle azioni di contrasto che pone in essere lo Stato ma anche la necessità di continuare a invitare gli imprenditori a denunciare ogni incursione della malavita organizzata, sin dal primo contatto, e a fidarsi delle istituzioni”.

Alessandro Albanese (presidente di Sicindustria) – “Lo Stato c’é e fa la sua parte con immenso impegno e brillanti risultati. E l’impresa sana è dalla parte dello Stato contro la criminalità organizzata. É inaccettabile che un sistema di potere criminale e deviato come quello dei boss ancora condizioni certe attività economiche. Ed è per questo che il contrasto alle cosche e la lotta al racket delle estorsioni siano la linea di condotta di tutto il mondo delle imprese sane e libere”.

Mario Ridulfo (segretario generale Cgil Palermo) – “La lotta alla mafia non può avere zone franche, soprattutto in quelle parti della città e del territorio che sono ad alta densità mafiosa. L’operazione di oggi conferma che resta molta strada da fare e che la lotta alla mafia non può essere delegata solo alla magistratura, ai carabinieri e alla polizia, ai quali va il nostro plauso, ma deve diventare lotta partecipata, del popolo, di tutti i cittadini onesti, con l’obiettivo comune del ripristino della legalità e di uno sviluppo sano. Invitiamo quanti hanno subito e subiscono richieste di estorsioni a denunciare. Non esiste la pax mafiosa, la pax mafiosa ha sempre un prezzo. E dall’oppressione mafiosa possiamo liberarci solo solo se si intensifica lo sforzo a collaborare, se i criminali vengono catturati e se lo Stato garantisce la legalità”.

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