blitz antimafia trapani

Blitz antimafia a Trapani. In carcere 25 persone. Tra gli arrestati l’on. Ruggirello

Grossissima operazione antimafia a Trapani. Venticinque persone sono state arrestate all’alba di oggi: un’operazione eseguita dai carabinieri del Comando provinciale di Trapani, su provvedimento della Dda che ipotizza le accuse di associazione mafiosa, scambio elettorale politico-mafioso, estorsione, danneggiamento.

In cella sono finiti fra gli altri i vertici del mandamento di Trapani. i fratelli Francesco e Pietro Virga, figli del boss ergastolano Vincenzo, ed esponenti di spicco della “famiglia” mafiosa di Paceco e della “famiglia” di Marsala.

paolo ruggirello arrestato

Fra gli arrestati c’è anche l’on. Paolo Ruggirello, 52 anni, deputato dell’Assemblea Regionale per due legislature (è stato anche deputato questore) che però ha mancato l’elezione alle ultime politiche (era candidato al Senato). L’accusa per lui è di associazione mafiosa.  Altro nome di spicco è quello di Ivana Inferrera, 53 anni, ex assessore comunale alle politiche sociali, turismo e strategie di sviluppo di Trapani, indagata per voto di scambio politico-mafioso. Secondo gli inquirenti, i due politici si “offrivano” ai mafiosi, proponendosi come “punti di riferimento” per i clan e arrivando, in alcuni casi, ad affidare loro la gestione della campagna elettorale.

Nell’ambito della maxi operazione è stata anche individuata una “cellula” di Cosa Nostra nell’isola di Favignana e sono stati eseguiti sequestri di beni, società ed esercizi commerciali per un valore complessivo di circa 10 milioni di euro. Tra i beni sequestrati anche il Grand Hotel Florio di Favignana.

Questo l’elenco completo degli arrestati: Michele Alcamo, 46 anni; Diego Angileri, 82; Salvatore Angileri, 47; Biagio Bianco, 52; Antonio Buzzitta, 77; Pietro Cusenza, 52; Antonino D’Aguanno, 65; Vito D’Angelo, 71; Vincenzo Ferrara, 54; Vito Gucciardi, 59; Ivana Anna Maria Inferrera, 56; Domenico La Russa, 69; Mario Letizia, 49; Giovanni Maltese, 64, Michele Martines, 50; Franco Orlando, 63; Francesco Paolo Peralta, 54; Giuseppe Piccione, 47; Paolo Ruggirello, 50; Francesco Salvatore Russo, 41; Leonardo Russo, 58; Carmelo Salerno, 59; Filippo Tosto, 48; Francesco Virga, 49; Pietro Virga, 46.

Paolo Ruggirello, secondo quanto scrive il gip, strumentalizzando il proprio ruolo istituzionale, avrebbe “contribuito al raggiungimento di uno degli scopi dell’associazione mafiosa: il controllo del voto democratico e l’influenza sulla gestione della cosa pubblica”. Per il giudice, l’ex deputato, “destinatario delle preferenze elettorali fatte confluire da esponenti di detta associazione nel corso di varie consultazioni elettorali, fornendo un concreto e specifico contributo per garantire gli interessi del sodalizio mafioso, a cui metteva a disposizione – per il tramite di singoli affiliati, con i quali intratteneva rapporti continuativi ed ai quali si rivolgeva anche per questioni personali – l’influenza e il potere derivanti anche dalla sua posizione di deputato regionale dell’Assemblea Regionale Siciliana”.

Per gli inquirenti, Ruggirello avrebbe avuto il sostegno dei boss di Trapani nelle recenti competizioni elettorali, le regionali del 2017 e le politiche del 2018. L’ex parlamentare avrebbe tutelato gli interessi della famiglia mafiosa di Mazara del Vallo, facendo avere finanziamenti pubblici, avrebbe fatto assumere all’ospedale di Trapani la figlia di un mafioso di Campobello di Mazara, promesso posti di lavoro, fatto avere appalti a imprese mafiose. Per gli inquirenti provate le sue richieste di aiuto elettorale a mafiosi del calibro di Salvatore Crimi e dei Virga di Trapani a cui avrebbe dato denaro per il sostegno elettorale.

Il blitz di oggi conferma anche che la famiglia Virga è al comando di Cosa nostra a Trapani. I capi sarebbero Pietro e Francesco Virga, fratelli tra loro e figli dello storico boss ergastolano Vincenzo. Ai vertici del clan anche Francesco Orlando, ex consigliere comunale del Psi, “uomo d’onore riservato” ed ex segretario particolare del deputato regionale Bartolo Pellegrino. Entrambi i Virga sono già stati condannati per mafia. “L’obiettivo della organizzazione mafiosa, in base agli esiti delle investigazioni, rimane quello di acquisire il controllo di attività economiche, soprattutto nel campo dell’edilizia e della gestione dei rifiuti e di raccogliere consensi elettorali in occasione delle varie consultazioni”, sostengono i magistrati della Dda.

Ci sono anche numerose intercettazioni telefoniche. In una di queste Pietro Virga chiedeva voti agli amici. “Mi sto giocando tutte le carte per questi politici, vedi che mi devi dare una mano, ah! Una mano buona!…… Dobbiamo raccogliere voti… tu… lo sai che se le cose vanno bene a me… vanno bene a tutti, mi pare che è stato sempre così qua…”

Categorie
attualità
Facebook

CORRELATI