Blitz di Messina, in carcere per concorso esterno anche il sindaco di Tortorici

C’è anche Emanuele Sardo Galati, 39 anni, sindaco di Tortorici, provincia di Messina, tra i 94 destinatari di ordinanza cautelare della maxi operazione che ha portato all’arresto di boss e gregari dei clan tortoriciani, imprenditori e professionisti. Sardo Galati è già stato sospeso dalla carica dal prefettura di Messina.

E’ accusato di concorso esterno in associazione mafiosa: da responsabile di uno dei Centri Commerciali Agricoli coinvolti nell’inchiesta avrebbe consentito ai clan la commissione di una serie di truffe all’Ue. Gli operatori dei CCA indagati avallavano la regolarità delle domande di pagamento dei contributi europei facendo risultare finti trasferimenti dei terreni per cui chiedere le sovvenzioni europee dai proprietari ai beneficiari delle domande. I terreni risultavano intestati a prestanome dei boss.

L’inchiesta della Procura messinese ha svelato la nuova frontiera del business mafioso, le truffe all’Ue, e ha ricostruito gli organigrammi delle cosche, rivelando una fitta rete di complicità di professionisti insospettabili. I clan coinvolti sono quello dei Bontempo Scavo e quello dei Batanesi, radicati nella zona di Tortorici, che secondo gli inquirenti avrebbero scelto di non farsi la guerra ma di spartirsi gli affari.

I personaggi di spicco dell’indagine sono Sebastiano Bontempo detto il guappo, Giordano Galati detto Lupin, Sebastiano Bontempo, “il biondino”,  Sebastiano Mica Conti, Aurelio Salvatore Faranda e i fratelli Massimo Giuseppe e Gaetano. Nell’inchiesta sono finiti anche imprenditori e alcuni insospettabili: come il notaio, Antonino Pecoraro, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, che avrebbe fatto falsi atti per far risultare acquisiti per usucapione una serie di terreni la cui titolarità serviva alle “famiglie” per chiedere i contributi Ue.

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