vertenza blutec il ministero attacca la regione si tira indietro

Blutec, in 1.500 al corteo a Termini Imerese. Il 9 aprile incontro al Mise

Circa 1.500 persone hanno partecipato a Termini Imerese alla manifestazione a sostegno dei lavoratori ex Fiat, organizzata dopo la vicenda giudiziaria che coinvolge i vertici Blutec, la società alla quale è stato affidato il rilancio industriale dell’area dopo la chiusura dello stabilimento avvenuta nel novembre 2011.

A fianco dei lavoratori, la maggior parte dei quali in cassa integrazione da circa 8 anni, sono scesi in piazza cittadini, studenti e venti sindaci del comprensorio termitano che hanno sfilato in corteo con i gonfaloni.

Durante il comizio tenuto davanti al municipio di Termini Imerese, la segretaria nazionale della Fiom, Francesca Re David – presente insieme ai segretari di Fim e Uilm – ha annunciato che il 9 aprile è stato convocato un incontro al Mise per discutere della vertenza.

Proprio su questo appuntamento è incentrata la dichiarazione del presidente della Regione Musumeci. “I lavoratori della Blutec sanno di poter continuare a contare sulla vicinanza del governo regionale. Lo abbiamo ribadito proprio a Termini Imerese dinanzi al ministro del Lavoro, lo riconfermeremo nell’incontro previsto a Roma agli inizi di aprile. Serve un progetto di rilancio dell’area e di recupero delle forze lavoro per il quale la Regione rimane disponibile a fare la propria parte, anche sul fronte degli investimenti infrastrutturali”.

Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando che ha partecipato al corteo, sostiene che “la proprietà dello stabilimento, collocato a suo tempo strategicamente nella area industriale di Termini Imerese, appare ormai come lo strumento utilizzato dalla Fiat per tenere in ostaggio un intero territorio e i suoi lavoratori. Il Governo nazionale intervenga senza ulteriore indugio per interrompere quello che sembra essere ormai soltanto un balletto di aziende paravento, che da oltre quindici anni tengono in stato di agonia un intero territorio”.

Secondo Gianluca Ficco, della Uilm nazionale, “il progetto di riqualificazione deve andare avanti e i lavoratori devono essere salvati. Le Istituzioni devono assumersi le loro responsabilità e mantenere le promesse”. A fianco dei lavoratori, anche il segretario generale della Uil Sicilia, Claudio Barone, insieme ad Enzo Comella segretario della Uilm Palermo: “Fiat ha abbandonato quest’area al suo destino, non ha dato una mano a sviluppare ipotesi industriali alternative, adesso chiediamo che Governo nazionale e regionale la chiamino alle sue responsabilità. Basta ipotesi farlocche, si faccia sul serio”.

CONDANNATO MARIO GINATTA: Intanto la cronaca registra una notizia indirettamente connessa alla vicenda Blutec. Mario Ginatta, figlio del patron della Blutec, è stato condannato con rito abbreviato a 8 mesi di carcere, commutati in libertà controllata. Era accusato di avere pagato una minorenne per una prestazione sessuale nell’ambito dell’inchiesta ‘Tacco 12’, su un presunto giro di ragazze immagine di alcuni club privè avviate alla prostituzione.

Categorie
economia
Facebook

CORRELATI